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Istat, prospettive positive per la crescita del pil | Ma l’inefficienza della PA costa 30 mld all’anno

di Redazione

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Istat, prospettive positive per la crescita del pil | Ma l’inefficienza della PA costa 30 mld all’anno

| venerdì 30 Dicembre 2016 - 13:34
Istat, prospettive positive per la crescita del pil | Ma l’inefficienza della PA costa 30 mld all’anno

L’istat ha diffuso la sua nota mensile sull’economia, dove si legge che “l’indicatore anticipatore dell’attività economica registra una ripresa, delineando una prospettiva positiva del ritmo di crescita dell’economia nei prossimi mesi”.

L’istituto di statistica sottolinea come “nel settore manifatturiero si è registrato sia un aumento degli ordinativi a ottobre (+0,9% rispetto al mese precedente) sia un miglioramento della fiducia a dicembre. Anche per i consumatori si e’ evidenziato un miglioramento della fiducia nel mese di dicembre”.

Ma a pesare sembra essere ancora l’inefficienza della Pubblica amministrazione, che costa oltre 30 miliardi di euro all’anno di mancata crescita. La denuncia arriva dall’Ufficio studi della Cgia che richiama l’esito di uno studio realizzato dal Fondo Monetario Internazionale. Il risultato poggia sulla tesi secondo la quale se la nostra amministrazione pubblica avesse in tutta Italia la stessa qualità nella scuola, nei trasporti, nella sanità, nella giustizia, che ha nei migliori territori, il Pil nazionale aumenterebbe di 2 punti (ovvero di oltre 30 miliardi di euro) all’anno.

Il forte divario esistente tra il Nord e Sud d’Italia sulla qualità/quantità dei servizi erogati dalla nostra Pa, emerge anche dall’analisi degli Artigiani di Mestre su dati relativi a un’indagine condotta dall’Ue sulla qualità della Pa a livello territoriale.

Rispetto ai 206 territori rilevati da questo studio, sette regioni del Mezzogiorno si collocano nelle ultime 30 posizioni: la Sardegna al 178/o posto, la Basilicata al 182/o, la Sicilia al 185/o, la Puglia al 188/o, il Molise al 191/o, la Calabria al 193/o e la Campania al 202/o posto. Tra le realtà meno virtuose c’è anche una regione del Centro, come il Lazio, che si piazza al 184 posto della graduatoria generale. Solo Ege (Turchia), Yugozapaden (Bulgaria), Istanbul (Turchia) e Bati Anadolu (Turchia), presentano uno score peggiore della Pa campana.

Tra le migliori 30 regioni europee, invece, non vi è nessuna amministrazione pubblica italiana. La prima, la Provincia autonoma di Trento, si colloca al 36/o posto della classifica generale. La Provincia autonoma di Bolzano al 39/o, la Valle d’Aosta al 72/o e il Friuli Venezia Giulia al 98/o. Appena al di sotto della media Ue troviamo al 129/o posto il Veneto, al 132/o l’Emilia Romagna e di seguito tutte le altre.

Nella classifica generale la Pa italiana si colloca al 17/o posto su 23 Paesi analizzati. Solo Grecia, Croazia, Turchia e alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico presentano un indice di qualità della Pa inferiore al nostro. A guidare la classifica, invece, sono le Pa dei paesi del nord Europa (Danimarca, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi).

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