Calcioscommesse: chiesti 6 anni di squalifica a Izzo e 7 punti di penalizzazione all’Avellino

di Andrea Zito

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Calcioscommesse: chiesti 6 anni di squalifica a Izzo e 7 punti di penalizzazione all’Avellino

| venerdì 03 Marzo 2017 - 16:39
Calcioscommesse: chiesti 6 anni di squalifica a Izzo e 7 punti di penalizzazione all’Avellino

La procura federale della Figc ha presentato richieste presso il tribunale federale nazionale per 6 anni di squalifica per per Armando Izzo e 7 punti di penalizzazione e 145 mila euro di ammenda per l’US Avellino.

Accogliendo la richiesta formulata dai difensori di parte e al fine di garantire il corretto esercizio del diritto di difesa, il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Cesare Mastrocola ha rinviato all’udienza di venerdì 7 aprile (ore 14) la prosecuzione del dibattimento relativo ai presunti illeciti a carico di alcuni ex calciatori dell’Avellino e della società campana in relazione agli incontri Modena-Avellino (17/05/2014) e Avellino-Reggina (25/05/2014) validi per il Campionato di Serie B-Stagione sportiva 2013/2014.

Al giocatore (attualmente al Genoa ed ex tesserato irpino) e al club avellinese viene contestato l’illecito di associazione (ex art.9) per le presunte combine delle partite Modena-Avellino del 17/5/2014 e Avellino-Reggina del 25 aprile 2014, per le quali sono accusati anche Francesco Millesi e Luca Pini, all’epoca dei fatti tesserato per l’A.S.D. Atletico Torbellamonaca.

Per gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta (Fabio Pisacane, Raffaele Castaldo, Mariano Arini e Raffaele Biancolino) sono stati chiesti 6 mesi di squalifica e 30 mila euro di ammenda “per aver violato il dovere di informare la procura federale” (omessa denuncia), mentre la richiesta della procura per il presidente irpino Walter Taccone è di 9 mesi di inibizione più 45 mila euro di ammenda.

Una situazione che ha spinto Armando Izzo a uno sfogo in un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui afferma la propria estraneità ai fatti: “Una stangata, non me l’aspettavo: sto vivendo un incubo. Ho paura di perdere tutto, la Nazionale, i miei figli. Il c.t. Ventura mi ha preso da parte durante l’ultimo stage e mi ha detto: “Armando se non stai sereno poi si vede in campo. Per noi sei importante: siamo convinti che ne uscirai pulito”.

“Sapete come mi chiamano nelle intercettazioni questi signori? L’ignorante. Ma non è questo il punto: hanno ragione, sono ignorante. Non mi vergogno. Dimostrò di essere un ignorante onesto“, aggiunge il difensore del Genoa.

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