Colpo al clan Belforte, la polizia arresta 19 camorristi

di Redazione

» Campania » Colpo al clan Belforte, la polizia arresta 19 camorristi

Colpo al clan Belforte, la polizia arresta 19 camorristi

| lunedì 09 Aprile 2018 - 08:59

Retata della polizia nel territorio di Maddaloni, in provincia di Caserta. La Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 19 persone legate al “clan Belforte – fazione Maddaloni“. Le accuse contestate sono di delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla commercializzazione di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. 

Operazione anticamorra, i dettagli

Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio del Gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le indagini sono iniziate dopo l’omicidio di Daniele Panipucci, avvenuto nel 2016 a Maddaloni. Per quel delitto furono arrestati Antonio Esposito, Domenico Senneca e Antonio Mastropietro, questi ultimi due ritenuti organici al clan Belforte, fazione Maddaloni.

È stato proprio nell’ambito delle indagini per l’omicidio che gli uomini della Mobile hanno scoperto l’esistenza nel territorio di Maddaloni, di un gruppo dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, hashish e crack e che il “controllo” sulla commercializzazione degli stupefacenti, prima era di Antonio Esposito come reggente della cosca e poi da Mastropietro. Ai due, i singoli spacciatori, per l’esercizio delle attività di spaccio sul territorio maddalonese, erano costretti a versare varie somme di denaro oltre a sostanze stupefacenti destinate al loro consumo personale.

In particolare, le indagini, oltre a delineare il ruolo di ognuno degli indagati, hanno consentito di individuare le maggiori piazze di spaccio maddalonesi e ricostruire le modalità di funzionamento della commercializzazione al dettaglio delle droghe. Tutto avveniva nel Rione IACP di via Feudo 54, sede di ben tre gruppi di spaccio. Dall’attività investigativa è emerso inoltre che uno dei gruppi facenti capo ad Antonio Padovano, nonostante fosse detenuto ai domiciliari, vedeva coinvolta nelle attività di approvvigionamento e spaccio l’intera famiglia, compresa la moglie, all’epoca incinta, la sorellastra, la nipote minorenne e il suo fidanzato.

Edizioni Si24 s.r.l.
Aut. del tribunale di Palermo n.20 del 27/11/2013
Direttore responsabile: Maria Pia Ferlazzo
Editore: Edizioni Si24 s.r.l.
P.I. n. 06398130820