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Grandi opere, è scontro Lega-M5s

di Redazione

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Grandi opere, è scontro Lega-M5s

| domenica 05 Agosto 2018 - 09:46
Grandi opere, è scontro Lega-M5s

Sulle grandi opere è scontro al governo. Il ministro per la Coesione territoriale, Barbara Lezzi, ha replicato al ministro dell’Interno leghista, Matto Salvini.”In Italia servono le infrastrutture – fa sapere il ministro pentastellato Lezzi – e in particolare ne hanno estremo bisogno il sud e le aree interne del centro-nord. È la carenza di questo genere di investimenti che ha provocato una perdita ulteriore di altri 300mila posti di lavoro al sud durante la crisi. Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, anti-dissesto idrogeologico, energia pulita. Questi sono gli investimenti che L’Italia aspetta”.

Salvini: “Grandi opere? Benefici superano costi”

Il vicepremier Matteo Salvini risponde ad Alessandro Di Battista, che aveva definito Tav e Tap “opere inutili”. “Ci sono fior di tecnici e di docenti che stanno valutando il rapporto costi-benefici” delle grandi opere pubbliche in via di realizzazione, ha detto il ministro dell’Interno, “dai nostri dati, sembra che i benefici superino i costi nel caso delle pedemontane, del Terzo Valico e del Tap, che ridurrebbe del 10% il costo dell’energia per tutti gli italiani”.

Chiamparino: “La Regione Piemonte farà la sua analisi”

Sembra che il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, non si fidi dell’analisi costi-benefici portata avanti dal governo per la realizzazione della Tav, pertanto ne effettuerà una parallela “perché quella governativa si annuncia già scritta, visto a quali amici del trasporto su gomma e delle autostrade è stata affidata”. E aggiunge Chiamparino: “Nelle regioni del nord-ovest le grandi opere europee sono reciprocamente correlate: o vanno avanti per tutti o si fermano per tutti”.

Toninelli: “Se la Tav non è redditizia, meglio bloccarla”

In merito alla Tav, per il ministro Salvini “il discorso è più lungo – ha detto in una intervista a La Stampa -. Bisogna calcolare fino all’ultimo centesimo. Aspetto i risultati degli studi. In linea di massima, culturalmente sono più per fare che per disfare. Se non fare la Tav ci costasse due, tre o quattro miliardi, è chiaro che andrebbe fatta“.

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ritiene che la Tav deve essere redditizia. “Al di là della posizione personale di Salvini – ha detto al Corriere della Sera -, la domanda a cui dare risposta resta se la Tav è un’opera redditizia o meno. Tutte le stime e le previsioni, per esempio, si fondano su valori dei flussi di merci e di persone che definirei farlocchi, poichè diminuiscono anzichè aumentare. Serve, quindi, un’analisi attualizzata per una valutazione più approfondita”. Sulla Tav “deve essere valutato e riformulato tutto, ma se per ripagare l’opera servono più di 50-60 anni, finendo con il mettere le mani nelle tasche degli italiani per finanziarla, è meglio bloccarla“.

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