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Appello di Guaidò all’Italia: “Fate la cosa giusta”

di Redazione

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Appello di Guaidò all’Italia: “Fate la cosa giusta”

| venerdì 01 Febbraio 2019 - 08:20
Appello di Guaidò all’Italia: “Fate la cosa giusta”

Invitiamo l’Italia a fare la la cosa corretta perché i giorni qui si contano in vite che si perdono”, ha detto Guaidò sottolineando l’importanza del riconoscimento da parte dell’europarlamento. “Maduro ha perso il controllo del paese e la popolazione sta soffrendo”.

“Evidentemente c’è una scarsa conoscenza di ciò che sta accadendo. Invito il sottosegretario agli esteri a informarsi, un’altra Libia qui non è possibile”. Ha risposto così Guaidò ad una domanda del Tg2 sulle parole di Manlio Di Stefano che, annunciando la contrarietà dell’Italia a riconoscerlo come leader venezuelano, ha invitato ad evitare “lo stesso errore fatto in Libia”.

Pronta la risposta del vicepremier Luigi Di Maio. “Visto che siamo già stati scottati dalle ingerenze in altri Stati non vogliamo arrivare al punto di riconoscere soggetti che non sono stati votati – dice intervenendo alla Camera sulla questione del Venezuela -. Per questo non riconosciamo neppure Maduro e per questo l’Italia continua a perseguire la via diplomatica e di mediazione con tutti gli Stati per arrivare ad un processo che porti a nuove elezioni ma senza ultimatum e senza riconoscere soggetti che non sono stati eletti”. Luigi Di Maio conferma poi le preoccupazioni del M5s di favorire la guerra civile. “Il cambiamento lo decidono i venezuelani – aggiunge -: dobbiamo creare i presupposti per favorire nuove elezioni“.

Guaidò: “70 giovani uccisi in una settimana, Maduro ha perso il controllo”

Maduro ha perso il controllo del paese e la popolazione sta soffrendo”. Lo ha detto il presidente autoproclamatosi in Venezuela, Juan Guaidò, in una intervista al Tg2. “Ci sono 70 giovani assassinati in una settimana dal faes, le forze speciali di polizia, e 700 persone in carcere, 80 minorenni addirittura bambini”.

Guaidò: “Sfideremo il governo per avere aiuti umanitari dall’estero”

Il presidente ad interim autoproclamatosi capo dell’esecutivo in Venezuela, Juan Guaidò, ha dichiarato di avere intenzione di sfidare un divieto posto dal governo organizzando l’arrivo di una grande quantità di aiuto umanitario dall’estero.

Secondo quanto spiegato dallo stesso Guaidò, si tratterà soprattutto di medicine che saranno messe a disposizione da nazioni della regione.

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