Corruzione nella sanità a Catania, 6 misure cautelari: ai domiciliari primario di urologia

di Redazione

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Corruzione nella sanità a Catania, 6 misure cautelari: ai domiciliari primario di urologia

| lunedì 25 Febbraio 2019 - 09:17
Corruzione nella sanità a Catania, 6 misure cautelari: ai domiciliari primario di urologia

Su delega della locale Procura distrettuale, la Guardia di finanza del Comando provinciale di Catania sta eseguendo sei misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su appalti nella sanità pubblica da 55,4 milioni di euro. Due degli indagati sono finiti agli arresti domiciliari mentre nei confronti di altri quattro sono stati disposti provvedimenti interdittivi.

Tutti devono rispondere, a vario titolo, dei reati di turbata libertà degli incanti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, istigazione alla corruzione, concussione e riciclaggio.

Uno dei due indagati finiti agli arresti domiciliari è il primario di urologia dell’ospedale Policlinico ‘Vittorio Emanuele’ di Catania, il professore Giuseppe Morgia. Il provvedimento restrittivo gli è stato notificato dalla Guardia di finanza. Morgia in passato ha ricoperto gli incarichi di direttore della clinica Urologica delle università di Sassari e di Messina. Dal 2009 è direttore della clinica Urologica dell’università di Catania. Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti scientifici

Corruzione sanità pubblica a Catania, assessore Razza: “La Regione sarà parte civile”

“L’emergenza corruzione è sempre stata e continua ad essere al primo posto nell’agenda del nostro governo. Da sei mesi tutte le Aziende sanitarie siciliane sono impegnate assieme ad Agenas per l’attuazione del protocollo nazionale sulla corruzione in sanità voluto dall’Anac. Il controllo dei flussi di denaro non può che essere la prima fonte di attenzione e per questo puntiamo sulle nostre Aziende che tante volte sono già state invitate a denunciare comportamenti sospetti all’Autorita Giudiziaria. La Regione sarà parte civile in ogni procedimento“. Lo ha dichiarato l’assessore regionale per la Salute, Ruggero Razza, in merito all’operazione della Guardia di finanza del Comando provinciale di Catania che ha eseguito sei misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su appalti nella sanità pubblica.

“La nostra scelta, tra le poche regioni in Italia, di affidare all’Agenzia Nazionale l’attuazione del protocollo sulla corruzione e di richiedere modelli di organizzazione più netti, si rivela azzeccata e indispensabile – ha aggiunto -. Vorrei dirlo con chiarezza: i fatti di stamattina, dei quali sapremo di più nelle prossime giornate, non sono i primi e, temo, non saranno gli ultimi. Per tale ragione abbiamo il dovere di vigilare, vigilare, vigilare. E fare capire a chi vuole utilizzare illegittimamente le risorse del fondo sanitario che non ci sono aree di impunità“.

Corruzione nella sanità pubblica, 6 misure cautelari a Catania

Tra le persone arrestate, anche il direttore di un’Unità Operativa Complessa di un ospedale catanese. Con un contestuale provvedimento, il gip ha fissato gli interrogatori nei confronti di ulteriori 3 dirigenti medici, all’esito dei quali valuterà se applicare la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio.

L’appalto oggetto dell’indagine è la gara del 17 luglio 2018 bandita dal Policlinico Universitario Vittorio Emanuele di Catania avente quale oggetto “l’approvvigionamento triennale, con opzione di rinnovo semestrale, di dispositivi medici per urologia occorrenti alle aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie del Bacino della Sicilia Orientale, suddivisa in 209 lotti per complessivi 55.430.178 euro”.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale etneo.

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