Ultima sfilata in onore di Karl Lagerfeld, tutte le star per lui

di Tignitè

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Ultima sfilata in onore di Karl Lagerfeld, tutte le star per lui

| mercoledì 06 Marzo 2019 - 14:11

A Parigi, nel Grand Palais trasformato questa volta in un villaggio di alta montagna con tanto di neve e chalet, si è tenuta la attesissima sfilata dell’ultima collezione Chanel firmata da Karl Lagerfeld, morto lo scorso 19 febbraio.

Ad apertura un minuto di silenzio osservato da tutti i presenti e dalle modelle ferme in passerella, molte delle quali in lacrime al ricordo dello stilista che ha fatto la storia della moda nel mondo. Hanno partecipato anche molte star tra cui: Naomi Campbell, Monica Bellucci con fidanzato, Kristen Stewart, Claudia Schiffer, Marion Cotillard e Laura Venturini Fendi, mentre Penelope Cruz sfila in passerella anche quale testimonial di Chanel, per una campagna voluta dallo stesso Lagerfeld.

Indubbiamente lo stilista è stato un creatore non solo di moda ma soprattutto di armonia e di bellezza, e per questo le sue creazioni hanno segnato un momento felice nell’haute couture internazionale e per questo di questa bellezza si sentirà la mancanza.

Ma com’era realmente Lagerfeld?

Tuttavia il personaggio, osannato da dive e dalle teste coronate di tutta Europa, è stato ombroso e controverso e ciò fino a dopo la morte, come dimostrano le considerazioni incandescenti di Jameela Jamil attrice ed attivista per i diritti delle donne, che su Twitter lo definisce spietato, misogino, grasso fobico, e senza dubbio non la migliore persona da piangere come un santo.

Anche Lara Witt su Wearyourvoicemag.com parla di un “islamofobico, razzista e apologeta dello stupro”: voci sicuramente molto distanti dal coro che si è alzato dopo il 19 febbraio. Certamente è molto singolare e per certi versi discutibile la volontà di lasciare il proprio immenso patrimonio in eredità alla propria gatta, alla quale viene garantita l’assistenza costante di un folto personale e camerieri.

Un gesto sicuramente emblematico del vuoto che lo circondava e tale da non riconoscere, in nessuna persona tra tutte, qualcuna che ne fosse degna. Ma un gesto anche cinico, nel quale è possibile rintracciare i tratti criticati da Jameel perché evidenzia comunque l’assoluta assenza di qualsiasi considerazione di quest’uomo per l’umanità intorno: forse avrebbe potuto rispondere a qualcuno degli appelli per il sostegno alla ricerca o banalmente avrebbe potuto alleviare le sofferenze di altri con la sua eredità.

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