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Bce, tassi fermi e allo 0%: così fino a fine anno

di Gaia Di Giorgio

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Bce, tassi fermi e allo 0%: così fino a fine anno

| giovedì 07 Marzo 2019 - 15:47
Bce, tassi fermi e allo 0%: così fino a fine anno

Tassi invariati e fermi allo 0%: la Banca Centrale Europea ha istituito i tassi sui prestiti marginali allo 0,25% e sui depositi a -0,40%.

Tassi fermi fino alla fine dell’anno

Lo spread fra Btp e Bund scivola a 243 punti base, minimo da fine gennaio e rendimento del decennale è al 2,54%. Scossone dell’euro sui mercati dopo la decisione della Bce che prelude a un taglio delle stime macroeconomiche, oltre al lancio di un nuovo Tltro per le banche a condizioni meno vantaggiose. La moneta unica che aveva aperto stabile, è virata al ribasso e perde ora lo 0,37% a 1,1267 dollari. La Bce ha modificato la forward guidance annunciando che i tassi di interesse rimarranno fermi fino alle fine del 2019 e non più solo fino all’estate prossima.

La Banca centrale europea ha nuovamente rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, portando il Pil 2019 a +1,1% da +1,7% stimato a dicembre, che era già stata limato dal +1,8% precedente. Come dichiarato dal presidente della Bce Mario Draghi, è stata limata a +1,6% da +1,7% la stima per il 2020, mentre il 2021 la Bce conferma una crescita dell’1,5%. La Bce taglia le stime sull’inflazione dell’Eurozona per il 2019 all’1,2% dall’1,6% atteso in precedenza. Riviste al ribasso anche le previsioni per il 2020 a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%).

La Conferenza stampa

“Una nuova serie di operazioni trimestrali mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO-III) sarà lanciata a partire da settembre 2019 e terminerà nel marzo 2021. Ciascuna avrà una scadenza di due anni. Queste nuove operazioni contribuiranno a preservare le favorevoli condizioni di prestito bancario e la regolare trasmissione della politica monetaria”, annuncia la Bce.

Ciò che emerge è una fotografia dell’Italia in recessione e probabilmente la Banca centrale europea sarà chiamata, ancora una volta, a fare da ‘supplente’ ai governi. Mario Draghi potrebbe dunque essere costretto a spianare la strada a un nuovo maxi-prestito ‘Ltro’ alle banche per impedire una dannosa stretta monetaria, condizionando il mandato del prossimo presidente della Bce, colui che lo sostituirà a novembre.

Fonti sentite dalla Bloomberg vanno anche oltre, raccontano che la Bce darà una sforbiciata tale da giustificare un nuovo ‘Ltro’, il maxi-prestito a tassi fissi con cui la Bce fin dal 2011 inonda l’Eurozona di liquidità. Se ne parlerà alla cena dei governatori a Francoforte già stasera, poi al meeting di oggi.

Draghi probabilmente non annuncerà ufficialmente una nuova misura, ma preparerà la strada, in tempo per un maxi-prestito che impedisca a numerosi istituti di credito di trovarsi, da metà anno in poi, con liquidità insufficiente in base ai nuovi parametri Nsfr di Basilea che chiedono riserve un rapporto fra passivo e attivo con scadenza a un anno superiore al 100%.

L’ intervento viene incontro in particolare alle banche italiane (e poi spagnole, in misura inferiore, e greche e portoghesi) pesantemente dipendenti dalla liquidità della Bce, che per sostituirla col ‘funding’ dei mercati pagherebbero tassi molti più alti, costrette a riversarli sui clienti.

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