La Legittima difesa è legge, Salvini: “Giorno bellissimo”

di Redazione

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La Legittima difesa è legge, Salvini: “Giorno bellissimo”

| giovedì 28 Marzo 2019 - 10:25
La Legittima difesa è legge, Salvini: “Giorno bellissimo”

La legittima difesa è legge. Il Senato ha approvato il disegno di legge con 201 voti favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Stamattina la terza lettura del provvedimento, dopo una modifica in materia di copertura finanziaria apportata dalla Camera.

Lega e parte del M5S hanno accolto il voto con applausi. In Aula il ministro dell’interno Matteo Salvini, il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e quello per l’Agricoltura Gianmarco Centinaio. Assenti i rappresentanti di governo del Movimento 5 stelle.

L’approvazione definitiva è arrivata in tarda mattinata. Intanto a Montecitorio si voterà il ddl sulla violenza alle donne.

La legittima difesa è legge, Salvini: “Giorno bellissimo”

“Questo 28 marzo è un giorno bellissimo non per la Lega ma per gli italiani – afferma Matteo Salvini -. Dopo anni di chiacchiere e polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West ma si sta con i cittadini perbene”.

Legittima difesa al rush finale, si attende l’approvazione definitiva

Approvato alla Camera il 5 marzo il disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento è passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Dai tabulati è emerso che venticinque deputati di M5s non hanno votato la proposta di legge, rientrando in aula dopo il voto e che 29 deputati di M5s erano “in missione” e quindi sono assenti giustificati. Al voto sono scoppiati gli applausi dei deputati di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Dal 26 marzo il provvedimento passerà al vaglio del Senato per la terza lettura.

Poco prima del voto finale alla Camera, i deputati FI hanno esposto in aula alcuni striscioni con la scritta “Finalmente una cosa di centrodestra“. Gli autori sono stati richiamati immediatamente all’ordine dal presidente della Camera, Roberto Fico, che dopo aver sollecitato gli assistenti parlamentari a far rimuovere gli striscioni, ha proceduto alla votazione del provvedimento.

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