Revenge porn, niente emendamento: l’ira delle deputate in aula

di Redazione

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Revenge porn, niente emendamento: l’ira delle deputate in aula

| giovedì 28 Marzo 2019 - 17:40

Niente norma per il reato di revenge porn, l’emendamento era stato proposto da Laura Boldrini, in occasione della discussione del ddl “Codice Rosso”. La proposta è stata bocciata con voto segreto: 218 sì e 232 no.

Ira in aula tre le deputate

Un gruppo di deputate di Fi, guidate da Stefania Prestigiacomo, ha tentato un ‘assalto’ ai banchi del governo durante l’esame del ddl codice rosso. Prestigiacomo è stata placcata dai commessi, mentre il presidente Fico la richiamava all’ordine. La seduta è sospesa. Mentre si susseguivano gli interventi a raffica dei deputati di Fi per invitare ad approvare l’emendamento che introduce il reato di revenge porn, Prestigiacomo è partita verso i banchi della presidenza. Dietro a lei si sono visti correre, tra le altre, Giusi Bartolozzi, Mara Carfagna, Benedetta Fiorini e Michaela Biancofiore.

I pareri contrari delle opposizioni

La decisione della maggioranza è giunta dopo la sospensione della seduta, stabilita per permettere al comitato della commissione Giustizia di discutere l’emendamento presentato da Federica Zanella (Forza Italia), che inseriva il reato nel testo. Alla ripresa della seduta, la relatrice Stefania Ascari (M5s) ha espresso parere contrario alla proposta di modifica forzista, scatenando la protesta delle opposizioni. “Voglio denunciare l’andamento indecente dei lavori su questo provvedimento. Abbiamo interrotto l’esame in aula alle 12:30 per valutare l’emendamento e abbiamo rinviato il comitato dei nove in attesa di sapere la posizione della maggioranza”, ha detto Alfredo Bazoli (Pd). E ha aggiunto: “Dalle agenzie di stampa abbiamo appreso che non sarebbe stato introdotto questo nuovo reato. Nel frattempo, però, la maggioranza ha colto l’occasione per introdurre l’ennesima modifica al ddl che interviene nel bel mezzo della discussione. È un modo inaccettabile di procedere, un modo schizofrenico”.

La proposta del M5s

L’intenzione del M5s è quella di portare avanti un ddl ad hoc sul revenge porn al Senato, come ha ricordato il presidente dei senatori M5s Stefano Patuanelli. “E’ una grande presa in giro – ha detto Alessia Rotta (Pd) – potevamo dire che non c’è alcuna volontà di disciplinare il revenge porn perché con il ddl al Senato fate finta di volerlo fare, ma non volete farlo perché inserendo il reato in questo provvedimento sarebbe potuto diventare subito legge”. Anche Enrico Costa (Forza Italia), Wanda Ferro (Fratelli d’Italia) e Laura Boldrini (LeU) hanno chiesto un rinvio dell’esame del ddl sul Codice rosso.

Le reazioni in Parlamento

Il disegno di legge presentato dai 5 Stelle ha fatto discutere i parlamentari. Silvia Benedetti, deputata del gruppo Misto ed ex M5s, ha utilizzato parole dure: “Sono veramente schifata, avete preso il peggio del peggio della politica degli slogan e della propaganda. È uno schifo”. È intervenuto anche la dem Maria Elena Boschi: “Alla camera Lega e M5s votano contro l’introduzione del reato di revenge porn. E sapete perché? Perché la proposta di legge non è loro, mai visto tanto cinismo giocato sulla pelle delle vittime di un reato così odioso”. Per Mariastella Gelmini (Forza Italia) il Codice rosso senza legge sul revenge porn è “una vittoria mutilata, un bicchiere mezzo pieno”. Matteo Orfini, parlamentare del Pd, ha invece parlato di “scelta incomprensibile a fronte di tante vittime e tanto dolore. E purtroppo l’ennesima dimostrazione che chi ha usato il web per alimentare l’odio politico non ha alcuna intenzione di fermarsi”.

L’emendamento sulla castrazione chimica

Durante il comitato dei Nove è stato esaminato anche un altro emendamento, presentato dalla Lega a firma di Roberto Turri, capogruppo del Carroccio in commissione Giustizia, per inserire la possibilità di subordinare la sospensione della pena a un trattamento terapeutico o farmacologico inibitorio della libido. Il testo è stato però accantonato. “Noi non prendiamo in giro le donne. Quello della Lega è infatti un emendamento applicabile nei casi in cui è prevista la condizionale. Questo significa che si applica solo a reati minori, dove appunto si prevede la condizionale, come il palpeggiamento ad esempio e non ha senso”, hanno sottolineato fonti della maggioranza M5s.

 

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