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Il Viminale commissaria i sindaci incapaci e Di Maio attacca: “Il voto sceglie chi governa”

di Redazione

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Il Viminale commissaria i sindaci incapaci e Di Maio attacca: “Il voto sceglie chi governa”

| giovedì 18 Aprile 2019 - 10:37
Il Viminale commissaria i sindaci incapaci e Di Maio attacca: “Il voto sceglie chi governa”

Il Viminale commissaria i sindaci incapaci e il vicepremier, Luigi Di Maio, replica subito e attacca: ‘E’ il voto a scegliere chi governa’. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, infatti, apre il fronte della supplenza dei prefetti  a quei sindaci che si dimostrassero  incapaci di gestire il degrado urbano delle rispettive città.

Protestano anche i sindaci. Per loro la Direttiva del Viminale è un vero e proprio commissariamento delle proprie funzioni. “Noi sindaci amministriamo ogni giorno, tra mille difficoltà e non abbiamo bisogno di essere commissariati da nessuno”, dice il presidente dell’Anci, Antonio Decaro. E aggiunge: “Il ministro non perde occasione per prendersela con i sindaci che invece dovrebbe considerare come suoi alleati, perché sono gli unici a conoscere il territorio”.

Il Viminale commissaria i sindaci incapaci

Nella direttiva si chiede di contrastare in modo più efficace il degrado urbano e rafforzare la sicurezza delle città intervenendo con ordinanze prefettizie ad integrazione degli strumenti previsti dal decreto sicurezza. Il Ministro chiede a  tutti i prefetti di convocare i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Lo scopo è di “avviare una disamina delle eventuali esigenze di tutela rafforzata di taluni luoghi del contesto urbano”.

“L’esperienza nei territori – si legge nella direttiva – ha evidenziato l’esigenza di intervenire con mezzi ulteriori ogni qual volta emerga la necessità di un’azione di sistematico ‘disturbo’ di talune condotte delittuose che destano nella popolazione un crescente allarme sociale”.

“Le ordinanze prefettizie”, si legge ancora, devono essere “funzionali a potenziare l’azione di contrasto al radicamento di fenomenologie di illegalità e di degrado che attentano alla piena e civile fruibilità di specifici contesti cittadini”.

Si portano ad esempio le esperienze delle città di Bologna e di Firenze. Qui i prefetti hanno emesso provvedimenti che “vietano lo stazionamento a persone dedite ad attività illegali, disponendone l’allontanamento, nelle aree urbane caratterizzate da una elevata densità abitativa e sensibili flussi turistici, oppure che si caratterizzano per l’esistenza di una pluralità di istituti scolastici e universitari, complessi monumentali e culturali, aree verdi ed esercizi ricettivi e commerciali”.

La convocazione dei Comitati per l’ordine pubblico ha la funzione di individuare le zone a maggior degrado. Inoltre intende delineare specifiche aree urbane entro le quali viene inibito l’accesso lo stazionamento a determinate tipologie di soggetti.

Il controllo del Viminale

Il Comitato dovrà operare con “la massima celerità” in modo da mettere in campo “una complessiva strategia di intervento”. I risultati dell’attività dei Comitati, dice ancora la Direttiva, dovranno essere comunicati “tempestivamente” al gabinetto del ministro, “segnalando mediante una articolata relazione i provvedimenti adottati”, mentre a partire da giugno ogni 3 mesi i prefetti dovranno inviare al Viminale un report trimestrale “sul monitoraggio condotto in relazione alle ricadute delle ordinanze adottate”.

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