Spagna al voto, primo exit poll: socialisti in testa davanti ai popolari

di Redazione

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Spagna al voto, primo exit poll: socialisti in testa davanti ai popolari

| domenica 28 Aprile 2019 - 20:19
Spagna al voto, primo exit poll: socialisti in testa davanti ai popolari

Affluenza alle stelle nelle urne della Spagna chiamata al voto. Alle 18 ha già votato il 60,7% degli aventi diritto, oltre nove punti percentuali in più rispetto alle ultime elezioni del giugno 2016. Lo riferisce il ministero dell’Interno spagnolo.

Urne chiuse alle 20 in Spagna dove si è votato per le politiche. Secondo il primo exit poll i socialisti sono in testa davanti ai popolari, poi Ciudadanos, Podemos e Vox.

Il partito di estrema destra spagnolo Vox entra in Parlamento per la prima volta in 40 anni nella storia della democrazia spagnola. Secondo i sondaggi per la tv pubblica, avrebbe ottenuto il 12,1% dei voti, pari a 36-38 seggi su 350.

Spagna al voto, affluenza alle stelle

Con il voto spagnolo si dovranno eleggere 350 deputati e 208 senatori. Gli elettori chiamati alle urne sono 36.893.976. Le operazioni, iniziate alle 9 del mattino, si sono concluse alle 20. L’ultimo rinnovo delle ‘Cortes Generales’, il parlamento spagnolo, risale al 26 giugno 2016. Con il voto di oggi la Spagna dà il via alla sua 13ma legislatura in 42 anni di storia democratica.

I candidati

Secondo gli osservatori, il voto di oggi porterà a due blocchi. Da un lato i socialisti guidati da Pedro Sanchez, dall’altro il Partido popular di Pablo Casado. I sondaggi danno Sanchez favorito, anche se non al punto di poter fare da solo. Casado, con un colpo di coda finale, ha aperto anche all’ultradestra di Vox, il partito di Santiago Abscal il cui ingresso in Parlamento è dato per scontato dai sondaggi. Dal 1982, infatti, vi mancavano rappresentanti dell’estrema destra.

Tra le alleanze della destra, è presente anche Ciudadanos, il partito nato per contrastare formazioni indipendentiste e secessioniste, in particolare in Catalogna, e adesso presentato come una forza liberale dal suo leader Alber Rivera, che non disdegna un ruolo in un eventuale esecutivo di centrodestra.

Sanchez: “Porte aperte al futuro”

“Spero in una giornata (elettorale) che apra le porte aperte al futuro”, ha detto il premier spagnolo e leader socialista Pedro Sanchez dopo aver votato. Sanchez ha quindi sottolineato il suo auspicio “che gli spagnoli mandino un messaggio chiaro di quattro anni di stabilità”.

Sanchez ha ripetuto l’auspicio anche in inglese rispondendo ad una giornalista straniera che gli chiedeva quale fosse il suo messaggio per l’Europa e ricordando l’europeismo della Spagna. Sanchez  ha votato presso il seggio di Pozuelo de Alcaron, una località di Madrid, a circa mezz’ora dall’inizio delle operazioni di voto per il rinnovo de le ‘Cortes Generales’.

Dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Mariano Rajoy del Partido Popular, è stato il leader socialista a prendere le redini nel Paese meno di un anno fa. I sondaggi lo danno come favorito. Secondo la maggior parte dei rilevamenti il Psoe dovrebbe emergere dalle urne come il primo partito ma è anche poco probabile che ottenga comunque i numeri necessari per governare da solo (ovvero la maggioranza di 176 preferenze al Congresso).

Gli antagonisti

Pedro Iglesias, il leader della formazione di sinistra spagnola Unidas-Podemos, spera nell’affluenza. “Bisogna aspettare che gli spagnoli si esprimano ma spero che la partecipazione sia alta”, ha detto Iglesias. La sua formazione politica è data come possibile alleata di governo dei socialisti. Nei giorni scorsi, infatti, Sanchez ha dichiarato che “nulla osta” a questo tipo di sviluppo. “La mia sensazione – ha continuato Iglesias dopo il voto – è che in Spagna ci sia una maggioranza progressista che deve esprimersi”. Iglesias ha espresso il suo voto presso un seggio nella località Galapagar di Madrid dove risiede

E’ Albert Rivera, leader dei liberali di ‘Ciudadanos’, il terzo tra i principali candidati a votare questa mattina. Rivera ha votato presso un seggio a Barcellona lanciando un appello alla partecipazione: “Si può cambiare era, verso una Spagna pluralista ma forte e unita”, ha detto. Rivera ha parlato con i giornalisti in spagnolo castigliano, in catalano e in inglese.

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