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Peppino Impastato a 100 passi dalla mafia che lo assassinò il 9 maggio 1978

di Rosanna Pasta

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Peppino Impastato a 100 passi dalla mafia che lo assassinò il 9 maggio 1978

| giovedì 09 Maggio 2019 - 10:05
Peppino Impastato a 100 passi dalla mafia che lo assassinò il 9 maggio 1978

Era il 9 maggio 1978 quando Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino, venne assassinato dalla mafia. A distanza di oltre 40 anni, il suo ricordo vive ancora nel cuore dei siciliani e non solo. Peppino Impastato, infatti, è stato un giornalista e attivista, membro della Democrazia Proletaria. Spese la sua vita nella lotta contro le attività di Cosa Nostra. Proprio per le sue continue denunce fu assassinato.

Peppino Impastato a 100 passi dalla mafia che lo assassinò

Fu una data sconvolgente per l’Italia. Mentre il Paese era sotto choc per il ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro, a Cinisi, Peppino Impastato moriva a 30 anni. Il corpo adagiato sui binari della ferrovia e una carica di tritolo sotto di lui. Il corpo di Peppino fu dilaniato dall’esplosione.

A dare l’ordine di uccidere Peppino Impastato fu Gaetano Badalamenti, capo indiscusso di Cosa Nostra negli anni Settanta. “U zzu Tanu”, così era noto a Cinisi, abitava a poca distanza dalla casa di Peppino. Badalamenti era il bersaglio preferito di Peppino in “Onda Pazza”, il programma di punta di Radio Aut, la Radio libera che lo stesso Impastato ha fondato a Cinisi nel 1977. A separarli soltanto 100 passi. Troppo vicini, troppo diversi. Peppino dava fastidio e andava eliminato.

Peppino si ribellò alla sua famiglia di mafiosi, al padre stesso, al suo paese. Accanto a lui soltanto la madre, Felicia Bartolotta. Non lo abbandonò mai, mentre dentro di lei sentiva che quel figlio tanto amato avrebbe fatto una brutta fine se avesse continuato con le sue denunce.

Il fratello Giovanni, più timoroso e inizialmente meno deciso, accompagnò Peppino nelle sue attività. Ma non furono soli. A poco a poco sempre più persone, sempre più giovani, presero parte alla lotta di Impastato contro la mafia. Uno fra tutti Salvo Vitale. Furono proprio gli amici a trovare il cadavere di Peppino.

Amici, parenti, un intero Paese pianse – e piange ancora – la sua scomparsa. Peppino Impastato oggi non è soltanto un ricordo. La sua attività, infatti, vive ancora. E’ presente nel cuore di tanti siciliani che ogni giorno lottano contro le attività della mafia, è presente nelle loro attività e in quelle delle tante associazioni nate in suo onore.

Il ricordo di Cinisi

Come ogni anno, sono tante le iniziative in memoria di Peppino Impastato. Questo pomeriggio, infatti, alle 16,30 è in programma un corteo. La marcia partirà da Terrasini, sede di Radio Aut, e raggiungerà la Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato a Cinisi. A guidare il corteo, oltre agli amici e compagni di Peppino, anche ci sarà anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

 

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