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I migranti della Sea Watch sbarcano a Lampedusa, Salvini: “Denuncio tutti”

di Redazione

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I migranti della Sea Watch sbarcano a Lampedusa, Salvini: “Denuncio tutti”

| lunedì 20 Maggio 2019 - 00:13
I migranti della Sea Watch sbarcano a Lampedusa, Salvini: “Denuncio tutti”

I migranti della Sea Watch sbarcano a Lampedusa. La svolta arriva nonostante il no ripetuto per tutto il giorno da Matteo Salvini, e ribadito con forza dopo il sequestro. Intanto le autorità hanno disposto il sequestro della nave ferma da due giorni al largo di Lampedusa. “Sono pronto a denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare gli immigrati irregolari su una nave fuorilegge”, minaccia quindi il vicepremier Matteo Salvini.

“Questo vale anche per organi dello Stato: se questo procuratore autorizza lo sbarco, io vado fino in fondo”. Il riferimento è al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Il blocco dell’imbarcazione, infatti, è finalizzato a fare i necessari accertamenti e a verificare se la condotta del comandante della nave abbia violato la legge. Ma porta con sé anche lo sbarco dei 47 migranti che “messi in salvo saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria” ha detto Patronaggio.

I migranti della Sea Watch sbarcano a Lampedusa

Matteo Salvini assiste in diretta tv allo sbarco in diretta a L’Arena su La7. “Qualcuno l’ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne dovrà rispondere“, si irrita il ministro. Il M5S fa sapere che non sono stati i suoi ministri. Ma Salvini insiste: “Chiunque sia stato ne risponderà davanti agli italiani”. Le prime persone, fatte salire sui natanti con giubbotto salvagente, dopo la procedura di routine sono giunti al centro di accoglienza dell’isola. Due migranti, un disabile e una donna incinta, erano già stati portati sull’isola perché bisognosi di cure.

“Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro. Io sorrido ma è grave. Perché siamo un Paese sovrano con leggi, regole, una storia e nessuna associazione privata se ne può disinteressare. Qualcuno quell’ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne deve rispondere”, dice Matteo Salvini a Non è l’Arena, su La7.

Immediata la replica degli alleati di Governo del M5S: “Leggiamo che il ministro Salvini accusa un ministro M5S di aver fatto sbarcare la Sea Watch. A parte aver già smentito la cosa, gli ricordiamo che è lui il ministro degli interni ed è lui che deve dare una spiegazione sul sequestro e sullo sbarco, non deve chiederlo agli altri”. Lo sottolineano fonti del M5S.

L’ira del vicepremier Salvini

La Sea Watch è “una nave fuorilegge”. La “magistratura faccia come crede, ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco“. È quanto dicono fonti del Viminale dopo il sequestro della nave da parte della Gdf sottolineando che il ministro Salvini “si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise su presunti scafisti presenti a bordo”.

“Già in passato abbiamo assistito a sequestri di navi delle Ong poi finiti in nulla. Finché il ministro sono io, nego l’autorizzazione allo sbarco. Se qualche procuratore intende fare il ministro si candidi alle elezioni. Per quanto mi riguarda, anche in caso di sequestro della nave non deve scendere nessuno a terra. Chi la pensa diversamente, se ne assuma la responsabilità”, aggiunge Salvini sulla Sea Watch. “Sono pronto a denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare gli immigrati irregolari su una nave fuorilegge”. “Questo vale anche per organi dello Stato: se c’è qualche procuratore pronto a mandarmi a processo con una condanna che può dare fino a 15 anni di carcere, se questo procuratore autorizza lo sbarco, io vado fino in fondo”.

Aperta un’inchiesta

La portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi sottolinea che “ancora una volta si è dimostrato che i porti dell’Italia non sono chiusi”. Linardi ha poi detto che i pm hanno disposto il sequestro probatorio della Sea Watch 3. “La nave è a disposizione degli inquirenti per verificare se effettivamente c’è un reato da contestare. Siamo molto sereni e sicuri – ha aggiunto – che la giustizia farà il suo corso”.

La procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il comandante della nave ‘Sea Watch 3′, Arturo Centore. Il provvedimento è stato notificato dalla Guardia di finanza, contestualmente alla notifica del sequestro probatorio. Centore, che ha nominato come difensori gli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Gamberini, è il primo indagato dell’inchiesta che era stata aperta, in un primo momento, contro ignoti.

Il procuratore Luigi Patronaggio ha annunciato che “si valuteranno le responsabilità della Ong”. Sull’isola giunti venerdi’, per coordinare le indagini sul precedente caso della ‘Mare Jonio’ di Mediterranea, il procuratore aggiunto Salvatore Vella e il pubblico ministero Alessandra Russo hanno seguito la vicenda da vicino.

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