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Scandalo corruzione nell’eolico, arrestati Paolo Arata e il figlio

di Redazione

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Scandalo corruzione nell’eolico, arrestati Paolo Arata e il figlio

| mercoledì 12 Giugno 2019 - 08:24
Scandalo corruzione nell’eolico, arrestati Paolo Arata e il figlio

Il gip di Palermo ha disposto gli arresti per Paolo Arata, ex consulente della Lega per l’energia ed ex deputato di Fi, e il figlio Francesco. Sono accusati di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Sarebbero soci occulti dell’imprenditore trapanese dell’eolico Vito Nicastri, ritenuto dai magistrati tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro.

Gli Arata sono indagati da mesi per un giro di mazzette alla Regione siciliana che coinvolge anche Nicastri, tornato in cella già ad aprile perché dai domiciliari continuava a fare affari illegali. Nel business c’erano anche gli Arata che, secondo i pm, di Nicastri sarebbero soci.

Arrestati Paolo Arata, Vito Nicastri e i figli di entrambi

In carcere anche il figlio Manlio, riporta Ansa.it, indagato pure lui per corruzione, auto riciclaggio e intestazione fittizia. Ai domiciliari è finito invece l’ex funzionario regionale dell’Assessorato all’Energia Alberto Tinnirello, accusato di corruzione.

Una tranche dell’inchiesta avrebbe svelato il pagamento di una mazzetta, da parte di Arata, all’ex sottosegretario alle Infrastrutture leghista Armando Siri. In cambio del denaro Siri avrebbe presentato un emendamento al Def, poi mai approvato, sugli incentivi connessi al mini-eolico, settore in cui l’ex consulente del Carroccio aveva investito.

A Palermo invece è rimasta l’indagine sul giro di corruzione alla Regione siciliana che oggi ha condotto all’arresto degli Arata e dei Nicastri. Tutti al centro, secondo i pm di Palermo, di un giro di tangenti che avrebbero favorito Nicastri e il suo socio occulto nell’ottenimento di autorizzazioni per i suoi affari nell’eolico e nel bio-metano. Ai regionali sarebbero andate mazzette dagli 11 mila ai 115 mila euro.

Nella misura cautelare il gip lancia l’allarme “sull’elevato rischio di infiltrazioni di Cosa nostra” negli affari degli Arata e dei Nicastri. Gli altri indagati nell’ambito dell’operazione della Dia di Palermo sono Giacomo Causarano, funzionario dell’assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Isca e Angelo Giuseppe Mistretta, funzionario del Comune di Calatafimi. Causarano e Mistretta sono accusati di corruzione per l’esercizio delle funzioni.

Infine il presidente della Commissione Via (Valutazione d’impatto Ambientale) dell’assessorato Territorio e Ambiente Alberto Fonte risponde di abuso d’ufficio. La Dia sta effettuando perquisizioni all’assessorato.

Foto da Twitter.

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