Sulla prescrizione botta e risposta fra M5s e Pd – Italia Viva

di Redazione

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Sulla prescrizione botta e risposta fra M5s e Pd – Italia Viva

| mercoledì 04 Dicembre 2019 - 12:54
 E’ scontro fra M5s e Pd-Italia Viva sul tema della prescrizione, con un botta e risposta andato in scena dopo le ultime affermazioni fatte dal ministro e capo politico dei pentastellati Luigi Di Maio.
Questa mattina, infatti, intervistato dal Gr1 ha detto senza mezze misure: “La nostra riforma dal primo gennaio diventa legge, su questo non discutiamo. Se il Pd poi vuole votare una legge con Salvini e Berlusconi per far ritornare la prescrizione come era ideata da Berlusconi, sarà un Nazareno 2.0, ma non credo avverrà”.

Sulla prescrizione botta e risposta fra M5s e Pd – Italia Viva

Concetto poco dopo ribadito in un post su Facebook, giusto per non lasciare equivoci. “Se qualcuno sbaglia deve pagare, non può farla franca perché il processo si è dilungato. Dalle dichiarazioni di ieri ho capito che il Pd vorrebbe votare una legge con Salvini e Berlusconi per far tornare la prescrizione com’era ideata da Berlusconi. Sarebbe un Nazareno 2.0, ma avrò capito male io…”.
A stretto giro di posta la replica del Pd che, per bocca del presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci. “Di Maio forse non ha capito la gravità della situazione. Sulla prescrizione, non faremo passi indietro. Non si può accettare una norma anticostituzionale come il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Non si possono sottoporre i cittadini a processi infiniti. Ci sono diverse soluzioni tecniche da affrontare ora, consiglio al capo del M5S di smetterla con le provocazioni”.
In capo scende anche Italia Viva che, con il leader Matteo Renzi dice: “Noi abbiamo votato contro l’assurdità voluta dai populisti sulla prescrizione. Volere una giustizia senza fine significa proclamare la fine della giustizia. E non abbiamo cambiato idea. Ora ci sono due alternative: la prima è che la nuova maggioranza trovi una soluzione. E sarebbe meglio. Se non accadrà noi non ci inchineremo al populismo giudiziario imperante. E dunque, se non ci sarà accordo, voteremo il ddl di Enrico Costa. Bonafede può cambiare la sua legge, se vuole, ma non può pretendere di cambiare le nostre idee”.
(ITALPRESS).
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