Sanremo, il discorso di Rula strega l’Ariston: “Donne, non abbiate paura”

di Redazione

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Sanremo, il discorso di Rula strega l’Ariston: “Donne, non abbiate paura”

| mercoledì 05 Febbraio 2020 - 01:45
Sanremo, il discorso di Rula strega l’Ariston: “Donne, non abbiate paura”

Contro la violenza sulle donne sul palco dell’Ariston, Rula Jebreal, visibilmente emozionata, racconta della madre suicida dietro lo stupro e cita le parole di canzoni scritte da Battiato, Vasco Rossi e Francesco De Gregori. “Non dobbiamo più avere paura, noi donne vogliamo essere libere nello spazio e nel tempo”. “Che non si chieda mai più a una donna che è stata stuprata com’era vestita quella notte”, conclude.

Ma ad aprire la nuova edizione di Sanremo era stato un Rosario Fiorello vestito da prete che “benedice” il pubblico. “Questo è l’abito originale di Don Matteo”, scherza lo showman. “Io sarò a fianco di Amadeus in questo festival, sarà il suo Rocco Casalino”, dice Fiorello. Dopo l’introduzione istituzionale del direttore artistico, Fiorello torna subito sul palco: “Questo Festival di Sanremo io presento lui, lui presenta me, lo ripresenterò, lui ripresenterà me. Sono 69 anni che sentiamo canzoni. Il primo uscirà a mezzanotte”.

Fiorello è un ciclone, si rivolge nuovamente ad Amadeus: “Lui non sa quello che fa, lui non ha capito che cosa è questa cosa qua. Questi sono gli attimi che precedono la fine della tua carriera. Se va male ti levano pure “I soliti ignoti”. Alessandro Greco presente. La vita è così. Ce l’hai presente il parente misterioso, quello diventi. La gente va sul telefonino vede i selfie con te, li cancella. A Porta a Porta (imita Vespa) “flop Amadeus”. Tu non devi pensare al cast che hai qua, devi pensare a quelli che hai lasciato a casa, 200. Era meglio il Festivalbar, alla prima puntata sapevi già che Ramazzotti vinceva. 12 sono come gli apostoli”. Prima di lasciare spazio alle prime canzoni: “Un proverbio ti voglio dire: ricordati che al Festival di Sanremo si entra Papa e si esce Papeete”.

Dopo lo scoppiettante inizio Sanremo 2020 entra nel vivo con la gara delle Nuove Proposte: promossi alle semifinali Tecla Insolia (con il 50,4% sugli Eugenio in Via di Gioia) e Leo Gassmann (con il 54% su Fadi). L’omaggio di Tiziano Ferro, altro ospite fisso della kermesse, a Domenico Modugno con una versione swing di “Nel blu dipinto di blu” introduce ai Campioni. Si parte con la grinta di Irene Grandi con “Finalmente tu”, continua Marco Masini con “Il confronto” e poi Rita Pavone che con “Niente (Resilienza 74)” raccoglie la standing ovation dell’Ariston e gli applausi della sala stampa.

Nel frattempo sul palco ad annunciare le esibizioni si palesa Diletta Leotta abbigliata in giallo oro alla quale si sostituisce poi Rula Jebreal. La gara continua e non passa inosservato, almeno per il look in tutina trasparente glitterata, Achille Lauro che, mentre canta “Me ne frego” si denuda dopo essere entrato con una cappa che lo ricopre per intero. Continuano Diodato con “Fai rumore”, Le Vibrazioni con “Dov’e'” con l’orchestra diretta da Beppe Vessicchio che torna all’Ariston e raccoglie applausi. La prima reunion (che, pero’, non e’ una novità) del 70° Festival di Sanremo e’ quella di Al Bano, che ha rischiato di cadere dalla scalinata, e Romina presentati dalla figlia Romina.

E ancora il monologo sulla bellezza che sfiorisce di Diletta Leotta che dialoga con nonna Elena in prima fila. Il cast de “Gli anni piu’ belli di Muccino” con Emma, che poi si esibira’ anche in piazza Colombo nel palco esterno del Festival, anticipa la carrellata finale che vede Elodie con “Andromeda”, Bugo e Morgan con “Sincero”, Alberto Urso con “Il sole a Est”, Riki con “Lo sappiamo entrambi”, Raphael Gualazzi con “Carioca”. Contro la violenza sulle donne, sul finale, Gessica Notaro e Antonio Maggio cantano la nuova “La faccia e il cuore”.

Questa la classifica della prima serata del festival di Sanremo secondo la giuria demoscopica: Le Vibrazioni, Elodie, Diodato, Irene Grandi, Marco Masini, Alberto Urso, Raphael Gualazzi, Anastasio, Achille Lauro, Rita Pavone, Riki, Bugo e Morgan.

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