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Il crollo in borsa del 12 marzo

di Gianfranco Giorgianni

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Il crollo in borsa del 12 marzo

| lunedì 16 Marzo 2020 - 10:18
Il crollo in borsa del 12 marzo

Alcune frasi improvvide di Cristine La Gard, governatrice della BCE, hanno determinato il più grande crollo in borsa della storia Italiana. Ma, ciò che più preoccupa, è l’incompetenza e la superficialità con cui è stata gestita la comunicazione del vertice dei governatori delle Banche Centrali Europee.

Il problema è stato trattato da Marcello Sorgi sulla Stampa del 13 marzo, in un editoriale in cui si fa riferimento ad un commento di Bini Smaghi sulla “accondiscendenza” della Commissione europea allo sforamento del tetto del 2% di debito nel 2020.

Il crollo in borsa del 12 marzo

Lorenzo Bini Smaghi, già nel board della BCE, da cui si è dimesso per far posto a Mario Draghi, attualmente presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca Société Générale e presidente di Italgas, a proposito del compiacimento, dimostrato da molti, per questa concessione della Commissione Europea, fa giustamente osservare che questi soldi non sono “helicopter money” cioè soldi piovuti dal cielo, ma danaro che bisognerà un giorno restituire.

Aumentando il debito, in periodo di recessione, è automatico l’aumento della spesa per interessi, non solo in valore assoluto, ma anche in percentuale, in quanto è matematico l’aumento dello spread.

In due articoli, pubblicati su questo quotidiano, ho già parlato di questo problema, ma vorrei qui sottolineare come l’aumento del debito e la crisi, che tutta l’Europa si troverà a vivere, noi più di altri, rischiano di far avvitare la nostra economia in una spirale perversa.

Lo sforamento del 3% (qualcuno addirittura parla di 100 miliardi di €) consentirà di fare una politica di aiuti alla popolazione ed alle imprese. Questi aiuti non favoriranno la crescita, ma solo la sopravvivenza (economica) di famiglie e imprese, senza che questi soldi possano in alcun modo provocare un effetto di volano della nostra economia, che avrebbe bisogno di investimenti in infrastrutture e sulle attività produttive, ma non per la loro sopravvivenza bensì per lo sviluppo. La conseguenza sarà un aumento della spesa, già intollerabile, per interessi ed un aumento anche dei tassi a causa dell’aumento dello spread.

La  Garde, ha comunque riconfermato che l’aumento per il “quantitative easing” ci sarà, ma, con le sue dichiarazioni, ha preso le distanze dal suo predecessore. L’Italia è una delle prime fonti di reddito per la BCE, che, con una mano ci finanzia, ma con l’altra incassa gli interessi sul debito.

Se una spesa inferiore era insostenibile per il nostro bilancio, in periodi di piccola crescita economica, come si può aumentare la spesa per interessi senza che si crei il meccanismo perverso: aumento della spesa per interessi, aumento del debito, aumento della spesa per interessi aumento del debito. Fino a quando? Nessuno può dirlo, ma il danno che un piccolo Virus ed una piccola donna stanno facendo all’Italia in questo momento rischia di divenire incalcolabile.

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