Bambini, donne e tre uomini sono giunti in Sicilia con vistose ferite da arma da fuoco
In arresto Filippo Bruno, figlio di Natale, ritenuto ai vertici del clan di Brancaccio, arrestato nel 2014 e recentemente condannato a 16 anni di carcere
I ragazzi accerchiavano le vittime, picchiandole e minacciandole con un coltello, mentre le ragazze facevano da palo e perquisivano le tasche dei malcapitati
Segnalavano gli imprenditori da poter sottoporre al racket e facevano da intermediari con i vertici: in manette quattro titolari di aziende di calcestruzzi. In cambio avevano un occhio di riguardo dai camorristi: niente pizzo per loro e molti clienti
Coinvolti medici e impiegati dell'Inps. Antonio Alaimo, 53 anni, di Favara, è ritenuto "intermediario e procacciatore d'affari, nonché anello di congiunzione per l'operatività del sodalizio criminale"
I reati ipotizzati sono estorsione, usura e sequestro di persona. Gli arrestati sono accusati di far parte di una associazione a delinquere legata alla famiglia mafiosa
I reati ipotizzati sono estorsione, usura e sequestro di persona. Gli arrestati sono accusati di far parte del gruppo dei Ragaglia, legato al clan catanese specializzato in estorsioni
Gli arresti, nell'ambito dell'operazione "Ulivo 99", per un presunto traffico internazionale di cocaina tra la Calabria, la Bolivia, l'Olanda, e la Romania. In manette spacciatori anche in Lombardia (Vigevano), Piemonte (Torino) ed in Emilia-Romagna (Cesena)
Si accentua la lotta all'immigrazione clandestina grazie al fermo di sette persone ritenute responsabili di diversi sbarchi, tra cui quelli di 198 migranti soccorsi da una navee della guardia costiera
Secondo alcune testimonianze, il gruppo di migranti, dopo essere stato ammassato su una piccola imbarcazione, era partito dalle coste egiziane. Erano in 235 su una carretta del mare
Cosa nostra continua a gettare ombre sull'imprenditoria palermitana: a fare da tramite per le decisioni mafiose, sarebbero stati i titolari del ristorante di via Principe di Villafranca
Un vasto traffico di droga, gestito in famiglia da tre fratelli e dalle mogli di due di loro, è stato scoperto, sull’asse Sicilia-Calabria, dai carabinieri del comando provinciale di Catania