“Ride la gazza, nera sugli aranci” la poesia di Salvatore Quasimodo

di Redazione

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“Ride la gazza, nera sugli aranci” la poesia di Salvatore Quasimodo

| mercoledì 18 Giugno 2014 - 09:26

Il testo della poesia “Ride la gazza, nera sugli aranci” di Salvatore Quasimodo.

Forse è un segno vero della vita:
intorno a me fanciulli con leggeri
moti del capo danzano in un gioco
di cadenze e di voci lungo il prato

della chiesa. Pietà della sera, ombre
riaccese sopra l’erba così verde,
bellissime nel fuoco della luna!
Memoria vi concede breve sonno:
ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo

per la prima marea. Questa è l’ora:
non più mia, arsi, remoti simulacri.
E tu vento del sud forte di zàgare,
spingi la luna dove nudi dormono
fanciulli, forza il puledro sui campi

umidi d’orme di cavalle, apri
il mare, alza le nuvole dagli alberi:
già l’airone s’avanza verso l’acqua
e fiuta lento il fango tra le spine,
ride la gazza, nera sugli aranci.

COMMENTO

Si parla, forse a torto, di due fasi per la poesia di Quasimodo: quella “ermetica”, in cui i temi della nostalgia della terra natale, mitizzata come un paradiso perduto, sono evocati dal poeta solitario in paesaggi di classicità mediterranea fuori dal tempo, in un linguaggio rarefatto ed evocativo, e quella più “impegnata” (anche politicamente, a sinistra) nelle tematiche sociali.

Questi endecasillabi – del 1942 – aprono la raccolta maggiore, “Ed è subito sera2, e possono rappresentare il punto estremo della prima fase, dalla voce inconfondibile. Le luci e le ombre, i suoni e i colori di ricordi quasi sognati vi raggiungono un’intensità lirica di grande purezza.

NOTE

1 Forse … vero: Forse (questa mia visione) è un sogno che sembra diventare realtà.
3-4 gioco … voci: giocose cantilene di girotondi e nenie infantili; prato: il sagrato erboso.
5 Pietà: generosità caritatevole; ombre: sembianze dei compagni di giochi.
6 riaccese: fatte rivivere.
7 fuoco: la luce rossastra della luna che sorge.
9-10 scroscia … marea: l’acqua della marea che sale raggiunge scrosciando il fondo del pozzo.
11 non … mia: perché la mia infanzia è ormai lontana; arsi … simulacri i compagni di giochi (sono solo) parvenze cancellate e lontane.
12 forte … zàgare: dall’intenso profumo di fiori d’arancio.
13 spingi: trasporta con il tuo soffio impetuoso; nudi: come nelle immagini dell’antichità classica.
14 forza: sollecita.
15 apri: fa spumeggiare.
16 alza … alberi: solleva le nuvole sopra le cime degli alberi.
17 già: mentre scende la sera; l’airone: il trampoliere dalle lunghe gambe e dal lungo becco che conduce vita seminotturna.
18 fiuta… spine: cerca a passi lenti le sue piccole prede nell’acqua bassa dei canneti.
19 ride … aranci: (mentre) sulle piante d’arancio la gazza, un corvide dal piumaggio prevalentemente nero, fa il suo verso che sembra una risata.

(Fonte treccani.it)

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