Legge di Stabilità, cortei in tutta Italia | Scontri e proteste da Milano a Palermo

di Stefania Brusca

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Legge di Stabilità, cortei in tutta Italia | Scontri e proteste da Milano a Palermo

| venerdì 15 Novembre 2013 - 15:51
Legge di Stabilità, cortei in tutta Italia | Scontri e proteste da Milano a Palermo

Bandiere, cori, rabbia e partecipazione. In tutta Italia spazio alle voci, spesso inascoltate, di sindacati, studenti, lavoratori e operai hanno invaso come un fiume in piena le strade e le piazze del Paese. Il culmine di un’intera settimana di scioperi in tutta italia.  Cortei a Palermo, Torino, Roma, Milano e Cagliari. Ognuno con il suo slogan, ognuno con la sua motivazione. Legge di stabilità, diritto allo studio, ripresa del settore Trasporti.  Tante voci che si riuniscono in una sola, che chiede con forza: le cose così non vanno, devono cambiare. Intanto questa mattina prendeva il via la maratona in Commissione Bilancio delle votazioni sugli oltre 1.600 emendamenti da apportare alla legge di Stabilità.

Momenti di tensione e scontri si sono registrati a Bologna, dove hanno avuto luogo anche cariche della polizia e a Cagliari. A Roma invece gli studenti si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica per sfilare poi lungo le vie del centro. I momenti di maggiore tensione sono si sono registrati questa mattina in piazza Santi Apostoli, dove le forze dell’ordine hanno caricato alcuni  manifestanti del blocco del movimento di Casapound Italia, che avevano cercato di forzare il cordone di polizia per raggiungere Montecitorio. La polizia ha fermato due ragazzi.

Incidenti tra polizia e manifestanti a Napoli durante il corteo degli studenti partito da piazza del Gesù. Cariche  sono state fatte dopo il lancio di pietre, sassi e bottiglie all’indirizzo delle forze dell’ordine da parte di un gruppo di manifestanti. Contusi tra le forze dell’ordine e tra i manifestanti.

Sono state invece circa seimila le persone che hanno manifestato oggi a Palermo. A fornire la cifra sono il segretario regionale della Uil, Claudio Barone, e il segretario palermitano della Cgil, Maurizio Cala’, che parlano di “uno sciopero riuscito”. “La recessione -proseguono i due sindacalisti- non si e’ arrestata e il Paese e’ sempre piu’ povero. Serve, quindi, un segnale di forte cambiamento per rimettere in moto la nostra economia”.

A Milano invece blitz di alcune decine di studenti e militanti del centro sociale il Cantiere nella sede milanese di Google. Sindacati in piazza anche a Torino dove ha campeggiato l’immagine del coniglio di “Alice nel paese delle meraviglie”, con la scritta “Il tempo è scaduto”.

Proprio da Milano ha parlato il segretario generale dell Cgil, Susanna Camusso: “Gli scioperi di oggi hanno fatto registrare un’alta adesione in tutti i settori, dal nord al sud del Paese”. La Camusso ha rimesso al centro il tema della pressione fiscale, invitando l’esecutivo a riconsiderare che “chi ha rendite possa pagare un po’ di piu'” e a produrre un’azione che consideri e tuteli il valore del lavoro e non soltanto una Legge di Stabilita’ che guardi unicamente al debito pubblico. Il segretario della Cgil, ha così bacchettato l’esecutivo: “non capiamo perche’, mentre la Francia puo’ avere un debito del 4%, tutti discutono del 3% e noi dobbiamo per forza fare i primi della classe e diciamo ‘lo portiamo al 2,5%’ invece di pensare che possiamo dare risorse a lavoratori e pensioni”. Susanna Camusso ha quindi chiesto al Governo di “rimettere in piedi il Paese sulle sue gambe e portarlo avanti”; viceversa, in mancanza di risposte, “la mobilitazione andra’ avanti. Dal Governo – ha detto – c’e’ stata disattenzione alla nostra protesta, ma non non ci fermeremo perche’ se non si danno risposte alla questione del lavoro, il Paese non ce la fa”.

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