Lo Verso: “Provenzano disse che era protetto da politici e Arma” | “Il clan di Bagheria voleva uccidere Di Matteo e Lumia”

di Redazione

» Cronaca » Lo Verso: “Provenzano disse che era protetto da politici e Arma” | “Il clan di Bagheria voleva uccidere Di Matteo e Lumia”

Lo Verso: “Provenzano disse che era protetto da politici e Arma” | “Il clan di Bagheria voleva uccidere Di Matteo e Lumia”

| giovedì 10 Aprile 2014 - 12:48

Le stragi di mafia sarebbero state un “favore fatto ad Andreotti”. Ad affermarlo è Stefano Lo Verso, il pentito che sta deponendo al processo sulla trattativa Stato-mafia. “Provenzano mi disse che le stragi erano state la nostra rovina e che la verità su quella stagione la sapevano solo lui, Riina e Andreotti perché gli altri due depositari della conoscenza sugli eccidi erano Salvo Lima e Vito Ciancimino, entrambi morti”.

“Il clan di Bagheria – ha poi aggiunto – voleva eliminare il magistrato Di Matteo e l’onorevole Lumia. Di Matteo era temuto perché era il più tosto dei Pm. Poi però il progetto non fu portato a termine perché non era il momento opportuno visto che c’era un processo in corso”. Lo ha detto il pentito Stefano Lo verso rispondendo allo stesso Pm Nino Di Matteo al processo sulla trattativa Stato mafia.

Inoltre Bernardo Provenzano sarebbe stato protetto da politici e alti funzionari dei carabinieri nei suoi anni di latitanza. “Nel 2004 ospitai Provenzano, che era latitante, a casa di mia suocera – ha raccontato Lo Verso -. Solo dopo qualche giorno seppi l’identità dell’uomo che nascondevo e mi spaventai. Lui mi tranquillizzò dicendomi: ‘stai sereno, non mi cerca nessuno perché sono protetto dai politici e da alti funzionari dell’Arma”.

“Io allora – ha aggiunto – volli capire se si trattava di carabinieri e lui assentì. E aggiunse ‘meglio avere uno sbirro amico che un amico sbirro'”. Il particolare è importante per l’accusa che sostiene che i carabinieri del Ros, imputati al processo, garantirono l’impunità al boss corleonese in nome della trattativa che con lui avevano avviato. Il capomafia avrebbe anche aggiunto: “Totò Cuffaro deve mantenere gli accordi”.

LEGGI ANCHE:

Edizioni Si24 s.r.l.
Aut. del tribunale di Palermo n.20 del 27/11/2013
Direttore responsabile: Maria Pia Ferlazzo
Editore: Edizioni Si24 s.r.l.
P.I. n. 06398130820