“La piccola Nicole poteva essere salvata” | L’assessore Borsellino riferisce al Parlamento

di Redazione

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“La piccola Nicole poteva essere salvata” | L’assessore Borsellino riferisce al Parlamento

| mercoledì 18 Febbraio 2015 - 18:17

La piccola Nicole si sarebbe potuta salvare se fosse stata portata subito al pronto soccorso di un ospedale”, che per legge “ha l’obbligo di accogliere un codice rosso” al di là della disponibilità di posti letto.

Ho appreso della morte della neonata dalla stampa mentre ero al ministero della Salute e ho informato io i direttori generali degli ospedali di Catania e dell’Asp e poi in serata ho anche informato il ministro, chiedendo subito di poter effettuare una ispezione congiunta”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, nel corso della sua ricostruzione al Parlamento siciliano sul caso della piccola Nicole.

“L’ambulanza con a bordo la bambina è partita dalla clinica Gibiino di Catania per Ragusa un’ora e 30 minuti dopo la nascita”: la neonata morì mentre veniva trasferita in ambulanza a Ragusa perché a Catania non c’erano posti letto disponibili nella rianimazione infantile. La Regione, ha spiegato Borsellino, non sa l’orario della morte di Nicole, “perché il medico che l’ha fatta nascere non ha voluto parlare con i nostri funzionari che fanno parte della commissione congiunta col ministero”.

L’asssessore ha annunciato provvedimenti nei confronti del personale coinvolto nella vicenda e l’avvio del procedimento di sospensione dell’accreditamento per la clinica Gibiino, per tutelare la stessa clinica.

RIENTRATE LE DIMISSIONI DELLA BORSELLINO?

Sul paventato commissariamento della sanità siciliana da parte del ministro Beatrice Lorenzin, l’assessore Borsellino ha sottolineato che queste dichiarazioni sono arrivate “mentre gli uffici della Regione stavano ancora raccogliendo informazioni”. Secondo l’assessore “la Regione si considera parte danneggiata e offesa nel procedimento in essere aperto dalle Procure di Ragusa e Catania, l’ho già comunicato ai magistrati. Mi riservo di nominare un tecnico di parte”. Per Borsellino, infatti, la Sicilia è stata tra le prime regioni nel Paese ad adeguarsi alla nuova normativa sull’area materno-infantile: “entro aprile di quest’anno – ha proseguito – sarà completata la rete del trasporto neonatale comprendendo anche l’area di Catania che comunque a oggi fornisce servizi di terapia intensiva neonatale. Tutti i nostri indirizzi di programmazione sanitaria sono stati sempre messi a conoscenza del ministero”.

Infine un’altra frecciata nei confronti del ministro Lorenzin: “Alcune dichiarazioni anche di organi istituzionali rischiano di danneggiare l’immagine della Sanità siciliana. Sono lesive dell’immagine nei confronti della Regione e potrebbero avere come effetto quello di lasciar scappare i pazienti sfiduciati da queste esternazioni e scegliere di farsi curare in altri luoghi. Si tratta di un danno per la nostra terra inimmaginabile. Una maggiore correttezza nella dialettica politica forse mi avrebbe consentito si svolgere in modo più sereno il mio compito”. L’intervento dell’assessore si è concluso con gli applausi degli esponenti del Governo e dei deputati che si sono alzati in piedi.

A chiedere il commissariamento dell’assessorato regionale alla Sanità è la deputata del M5S Giulia Grillo: “Ci sono i presupposti formali e sostanziali – prosegue la portavoce cinquestelle – parliamo di inadempienze significative”, già segnalate nel 2013 secondo la parlamentare.

“Per questo – conclude Giulia Grillo – chiediamo il commissariamento dell’assessorato sugli aspetti di organizzazione e di appropriatezza tali da garantire la sicurezza dei pazienti, in ossequio all’articolo 120 della Costituzione. Cosa altro deve succedere per mandare via una persona che sbaglia? L’assessore doveva andarsene a gambe levate. E’ lei che doveva controllare. In questo Paese non c’è mai nessuno che si prende la responsabilità per quello che fa”.

I responsabili della clinica Gibiino di Catania, in una nota, avevano espresso dolore “per quanto accaduto, ma teniamo a precisare che la Clinica e lo staff medico hanno fatto tutto il possibile per aiutare la piccola Nicole e adottato tutte le procedure previste dalle normative vigenti”.

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