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Mingo al Tg3: “Non sono un giornalista, faccio l’attore”

di Claudia Argento

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Mingo al Tg3: “Non sono un giornalista, faccio l’attore”

| venerdì 15 Maggio 2015 - 14:12
Mingo al Tg3: “Non sono un giornalista, faccio l’attore”

Giornalista? No, attore. Intervistato dal Tg3 Regione, Domenico Di Pasquale, in arte Mingo, ha affermato di essere un attore e non un giornalista. Così si è espresso l’ex inviato di “Striscia La Notizia” ospitato dal tg per promuovere il film “Nomi e Cognomi” di cui è protagonista: “Non sono un giornalista. Io di professione faccio l’attore. Punto. Per adesso mettiamo un punto”.

Un modo per sviare la discussione dal tema più popolare – quello della sospensione da Striscia – e per focalizzare l’attenzione sul nuovo film. Giornalista o attore, però, resta il problema legato ai presunti falsi servizi e sulle recenti polemiche, che lo hanno coinvolto dopo che, assieme all’inviato Fabio, è stato cacciato dal programma di Antonio Ricci ed è stato iscritto nel registro degli indagati. Ad indagare sulla vicenda è il pm Isabella Ginefra: nel fascicolo compaiono i nomi di altre tre persone tra cui quello dell’attore pagato per recitare il ruolo del falso avvocato.

Il 23 aprile, il Gabibbo davanti alle telecamere di “Striscia La Notizia” aveva dichiarato: “Cari telespettatori, abbiamo ricevuto una segnalazione che può mettere in discussione il rapporto di fiducia con la redazione pugliese di Fabio e Mingo. Da subito, sono stati sospesi da inviati. Quando tutto sarà chiarito, vi faremo sapere. Oh, qui siamo a Striscia, mica a Masterchef”. Poi, il 5 maggio il pupazzo rosso ha spiegato che il caso della maga sudamericana e quello del falso avvocato erano una messa in scena. Fabio e Mingo si sono difesi affermando di aver sempre seguito le indicazioni degli autori.

Il Codacons ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale nei confronti dei presunti falsi servizi realizzati da Fabio e Mingo. Secondo l’associazione i consumatori sono stati presi in giro: “Esprimiamo solidarietà e vicinanza ad Antonio Ricci e a tutto il team della trasmissione – ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi – e ci costituiamo parte offesa nel ricevimento aperto dalla magistratura, affinché i diritti degli utenti siano garantiti anche sul fronte televisivo dell’informazione”.

 

 

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