Chi ha detto che il Marsala è un vino da fine pasto?
A sfidare i pregiudizi di chi lo considera come tale, ormai da secoli, è un giovane siciliano e titolare del ristorante Ciacco Putia a Marsala, Francesco Alagna, che insieme alla moglie Anna Ruini ha dato vita a un percorso degustativo unico nel suo genere. Un’esperienza singolare che accosta il vino Marsala ad antipasti, primi e secondi piatti.

“Quattro anni fa ho scelto di coltivare la mia più grande passione – racconta Francesco -. Quando ho aperto questo locale ho scommesso sul Marsala, un prodotto molto conosciuto ma intorno al quale c’è molta confusione. Tanti turisti sono convinti che si tratti di un semplice vino e la maggior parte crede che sia un ingrediente da cucina“.

L’idea di Francesco e Anna, quest’ultima di origini toscane, è quella di sfatare il mito che parla del Marsala come vino da tavola o da dolce. “Abbiamo azzardato l’unione del Marsala alla mortadella al tartufo, a un formaggio stagionato a a un carciofo affogato – conclude Francesco -. Questo vino merita un consumo migliore e più consapevole“.

Da Ciacco, locale extra small a conduzione familiare, i dettagli non sono lasciati al caso: un lungo tavolo in legno antico fa rivivere quell’atmosfera casalinga che dona ai commensali un senso di pace, relax e spensieratezza. Una putia con cucina, salumeria e una vasta scelta di vini, da assaporare in piazza, di fronte alla maestosa chiesa barocca del Purgatorio. 

Credit: Federica Raccuglia