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Privacy, Corte Ue: “Facebook responsabile su dati degli utenti”

di Redazione

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Privacy, Corte Ue: “Facebook responsabile su dati degli utenti”

| martedì 05 Giugno 2018 - 14:43
Privacy, Corte Ue: “Facebook responsabile su dati degli utenti”

Gli amministratori delle pagine di Facebook sono responsabili sui dati degli utenti. Lo ribadisce una sentenza emanata dalla Corte europea, che ha stabilito la corresponsabilità per la tutela della privacy dei curatori delle pagine sul social network. Proprio i responsabili delle fanpage possono ottenere dati statistici sui visitatori raccolti grazie a cookies associati agli utenti che consentono il monitoraggio del loro collegamento alla pagina. La decisione arriva a 10 giorni dall’introduzione del nuovo regolamento europeo sulla privacy, il cosiddetto ‘General Data Protection Regulation‘ (GDPR).

“Per la Corte il fatto che l’amministratore di una fanpage usi la piattaforma fornita da Facebook per beneficiare dei relativi servizi non lo esonera dai suoi doveri che riguardano la protezione dei dati personali”, hanno sentenziato i giudici della Corte europea.

Privacy, la novità di ‘Facebook Insights’

La raccolta dei dati avviene attraverso ‘Facebook Insight’, ossia uno strumento messo a disposizione degli amministratori delle fanpage dal social, attraverso cookies attivi per due anni e salvati da Facebook su computer, tablet o smartphone.

A ogni utente corrisponde un codice unico e, all’accesso alla fanpage, consente di raccogliere ed elaborare i dati su comportamenti, gusti e preferenze legate al profilo Facebook. Agli utenti, tuttavia, non viene chiesto il  consenso per la raccolta di questi dati.

Privacy, il caso Wirtschaftsakademie

La sentenza della Corte è relativa al caso della Wirtschaftsakademie, una società tedesca che offre servizi di formazione attraverso la sua fanpage su Facebook. Il fatto risale al novembre 2011, quando l’autorità di vigilanza della privacy del Land dello Schleswig-Holstein aveva chiesto la disattivazione della pagina pagina in quanto né la Wirtschaftsakademie né Facebook avevano informato i visitatori della fanpage che il social network raccogliesse, mediante cookie, informazioni personali per poi elaborarle.
 
Pertanto la società tedesca aveva presentato ricorso contro la decisione scaricando la responsabilità su Facebook. Ma con questa sentenza, la Corte europea riconosce la corresponsabilità degli amministratori delle pagine.
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