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Amanda Knox e il fidanzato lanciano una raccolta fondi per sposarsi

di Redazione

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Amanda Knox e il fidanzato lanciano una raccolta fondi per sposarsi

| martedì 23 Luglio 2019 - 17:32
Amanda Knox e il fidanzato lanciano una raccolta fondi per sposarsi

Amanda Knox e il suo fidanzato Christopher Robinson lanciano una raccolta fondi per sposarsi. Lo riporta il New York Daily News. La coppia vuole realizzare una festa con parenti e amici ma dichiara di essere a corto di soldi.

Amanda Knox e il fidanzato lanciano una raccolta fondi per sposarsi

Alla coppia mancano soldi, così decide di farsi aiutare con una raccolta fondi. La motivazione? Sposarsi.  Il quotidiano che riporta la notizia precisa che nella pagina creata ad hoc, ispirata alla galassia, la coppia chiede fino a 10mila dollari per organizzare la “festa migliore di sempre per la nostra famiglia e i nostri amici”. “Non ci aspettavamo di pianificare il matrimonio e il primo viaggio di ritorno in Italia di Amanda allo stesso tempo. Ma quando l’Italy Innocence Project ha invitato Amanda non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione. Abbiamo speso i nostri fondi per il matrimonio in questo viaggio importante”, afferma la coppia nella sua pagina di raccolta fondi.

La condanna dell’Italia

La vicenda che visto Amanda Knox protagonista ha tenuto banco per anni. Una svolta decisiva è arrivata a gennaio 2019 quando la Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo ha comminato una multa di 10.400 euro a carico dello Stato italiano per aver violato il diritto alla difesa di Amanda Knox durante l’interrogatorio del 6 novembre 2007. Accolto solo parzialmente il ricorso presentato dalla studentessa americana prima condannata e poi assolta per l’omicidio di Meredith Kercher.

Nello specifico l’Italia dovrà pagare 10.400 euro, a fronte di una richiesta di 500mila, a Amanda Knox per danni morali e 8mila euro per le spese legali. L’americana aveva chiesto 30mila euro per la procedura davanti alla Corte, e più di due milioni di euro per le spese sostenute dai suoi genitori per i processi in Italia.

Secondo la Corte la ragazza “non ha beneficiato di un’indagine capace di far luce sui fatti e su ogni responsabilità”.

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