L'ex premier Mario Monti 'boccia' l'attuale Matteo Renzi. "Non avrei mai fatto l'accordo politico con un condannato per evasione fiscale". E sulla riforma del Senato difende il "suo" ministro Stefania Giannini: "Soluzioni un po' troppo improvvisate"
L'Italicum è legge: passa alla Camera con 365 voti a favore. Sostituisce per la Camera dei deputati, il Porcellum dichiarato incostituzionale. La riforma ha ottenuto un centinaio di voti in più rispetto alla maggioranza legale d'aula
Una variazione sulle quote rosa potrebbe essere appoggiata anche da Forza Italia. Accordo probabile fra Renzi e Berlusconi sull'emendamento Agostini che prevede una riserva del 40% dei posti di capolista alle candidate donna
In apparenza stanno litigando: Berlusconi rimprovera Renzi di non essere in grado di smarcarsi dalle opposizioni interne al suo Pd. Renzi replica. In verità l'Italicum applicato solo alla Camera serve a tutti. Pure al cavaliere
L'intesa fra il cavaliere e il presidente del consiglio Matteo Renzi è stata raggiunta. Forza Italia ha dato il via libera al cosiddetto emendamento D'Attorre che prevede l'entrata in vigore della legge elettorale solo per il voto alla Camera.
La legge elettorale torna in aula a Montecitorio. Quasi 300 gli emendamenti presentati. Fra questi, alcuni mettono a rischio l'accordo fra Renzi e Berlusconi.
La conferenza dei capigruppo alla Camera ha fissato il calendario dei lavori d'aula. Prima del voto si svolgerà un dibattito di venti ore. Entro giovedì prossimo è previsto il voto finale sul disegno di legge di riforma elettorale. L'allarme di Brunetta, il tweet di Speranza
Una Camera delle autonomie locali con un massimo di 150 componenti provenienti dalle Regioni. Fra le ipotesi quella di assegnare competenze ristrette: leggi solo su autonomie locali e legislazione regionale
La discussione verte soprattutto su innalzamento della percentuale per l'attribuzione del premio di maggioranza, abbassamento delle soglie di sbarramento e una mediazione fra liste bloccate e collegi con le preferenze
Cuperlo lascia la presidenza Pd in contrasto con il segretario Matteo Renzi che ieri in diretta streaming lo aveva 'sbugiardato' sul tema delle preferenze. Ma alla conta, ai bersaniani ormai verso la scissione, rischiano di mancare i numeri. Fassina e Orfini si smarcano e promettono fedeltà al segretario.