"L'arteficiere non era di Cosa Nostra, quindi capimmo che dietro al piano c'erano soggetti estranei alla mafia, apparati dello Stato, come nelle stragi del '92", ha detto il pentito
Una lettera anonima annuncerebbe la presenza di armi ed esplosivo nei luoghi frequentati abitualmente da alcuni magistrati. Se ne occupa il comitato provinciale per l'ordine a la sicurezza pubblica
L'avrebbe detto ai magistrati il boss dell'Acquasanta Vito Galatolo. Dalle sue indicazioni è scattato il blitz delle Fiamme gialle, che finora non hanno trovato l'esplosivo che proverrebbe dalla Calabria
Non è un pentito l'uomo che ha rivelato un piano di Cosa nostra per uccidere il pm Nino Di Matteo, che rappresenta l'accusa nel processo Stato-mafia in corso a Palermo. A parlare è stato Vito Galatolo, figlio del boss dell'Acquasanta
A sollecitare l'applicazione del carcere duro per gli 11 arrestati sono stati i pm di Palermo che hanno condotto l'indagine che ha portato all'arresto di 95, tra padrini e gregari, dei clan di San Lorenzo, Tommaso Natale e Resuttana