È avvenuto sulla strada provinciale Punta Secca-Scoglitti: Mifthi Moussa, il nome della vittima, lascia moglie e 4 figli
L'ex deputato del Pd, attualmente agli arresti domiciliari, è accusato di associazione per delinquere, frode e truffa per la gestione degli enti, condotta dalla Procura di Messina
Operavano nel settore della produzione di materie plastiche e nel settore automobilistico. Le società non hanno versato l'imposta sul valore aggiunto per più annualità
I rapinatori entravano negli istituti di credito all'orario di chiusura creando varchi nel muro perimetrale. Una volta all'interno minacciavano i dipendenti e si facevano aprire la cassaforte
A scoprirlo sono stati gli agenti della polizia municipale di San Vito Lo Capo. La Procura della Repubblica di Trapani ha subito aperto un fascicolo disponendo il sequestro di un escavatore trovato nella zona
Gli eventi registrati al momento non sembrano avere causato danni, ma solo timore per due zone spesso colpite da eventi sismici anche di grande intensità
I Vigili del fuoco sono subito intervenuti per spegnere il rogo causato da alcune candele lasciate accese. Ci sono volute due ore per spegnere l'incendio
Il delitto avvenne nel 1995. Giuseppe Di Martino fu ucciso all'interno della propria abitazione a colpi di spranga
Le conclusioni sono state esposte dal sostituto procuratore Francesco Puleio, che ha aggiunto: "adesso c'è da capire da dove provengono le tossine che sono state riscontrate nelle loro viscere"
Le indagini si sono avvalse anche dei filmati di videosorveglianza di istituti pubblici e privati. Militari dell'Arma hanno recuperato cinque computer portatili, tre televisori di ultima generazione, un impianto stereo, un computer multifunzione e un modem
Un'indagine sui tabulati telefonici ha accertato la donna aveva inviato a La Tona oltre 300 messaggi, a conferma di un rapporto non superficiale. Le sue dichiarazioni sono poi risultate infondate rispetto ad altre circostanze, da qui la decisione del pm
La vittima della richiesta concussiva è stata autorizzata a proseguire una trattativa con il funzionario dell'Ispettorato provinciale dell'Agricoltura di Catania
"Le responsabilità saranno accertate - ha sottolineato il presidente dell'Anas - opereremo al recupero del danno, che sembrerebbe ripristinabile in poche settimane, senza alcun onere per la finanza pubblica e sul bilancio Anas"
Gli agenti, che sono in attesa della scientifica e del medico legale, non hanno ancora accertato le cause della morte. A dare l'allarme è stato un altro figlio della donna
''A chi si è sentito ferito, offeso o denigrato chiedo scusa - ha poi scritto l'assessore regionale su Facebook - Ho sempre sostenuto il diritto dei cittadini ad essere informati e sono grato a tutti quei giornalisti che in questi giorni hanno lavorato, con inchieste, analisi e denunce, sulle attività dell'assessorato a me affidato"
Nel processo si sono costituiti parte civile i boss mafiosi del quartiere Brancaccio, Benedetto e Giuseppe Graviano, contro il collaboratore di giustizia Grado, che si è autoaccusato dell'uccisione del loro padre, Michele
Dalle indagini dei carabinieri è emerso che l'uomo sarebbe stato ucciso perché era "uno scomodo concorrente nell'attività di spaccio di sostanze stupefacenti" e anche perché uno dei cinque indagati doveva dei soldi alla vittima
A notare le fiamme, una pattuglia dell'Istituto di Vigilanza Ksm che stava effettuando il consueto controllo del territorio. In pochi minuti le fiamme hanno danneggiato l'ingresso dell'attività commerciale
Si tratta di un sottufficiale in servizio a Termini Imerese che avrebbe ucciso la vittima con 5 colpi di arma di fuoco sparati con la pistola d'ordinanza.
Una nona persona resta indagata, ai rumeni è stato anche notificato il divieto di dimora nell'Agrigentino. Le indagini dei carabinieri proseguono
Si registrano rallentamenti in direzione di Palermo. Sul posto per effettuare i rilievi è intervenuta la polizia stradale e il personale dell'Anas impegnato a normalizzare il traffico
L'uomo, già sottoposto sorveglianza con obbligo di soggiorno dal 1999 al 2004, è stato condannato nel 2000, in via definitiva, dalla Corte di Appello di Palermo a sei anni di reclusione per associazione mafiosa