Disastro aereo in Etiopia, ritrovate le scatole nere

di Redazione

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Disastro aereo in Etiopia, ritrovate le scatole nere

| lunedì 11 Marzo 2019 - 07:31
Disastro aereo in Etiopia, ritrovate le scatole nere

L’agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sta “monitorando da vicino” la situazione. Lo ha detto un portavoce, sottolineando come sia troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee, o per agire.

Tra le compagnie che utlizzano i velivoli sotto osservazione anche la sarda Air Italy: “Per noi – recita una nota –  la sicurezza dei nostri passeggeri è da sempre la principale priorità. La compagnia è in costante contatto con le autorità e seguirà le direttive con l’obiettivo di garantire un servizio improntato alla massima sicurezza del volo”. Sono otto i Boeing 737 Max 8 in flotta, i sindacati già sul piede di guerra e sollecitano provvedimenti, chiedendo “con cortese ma estrema sollecitudine che vengano fornite informazioni dettagliate sulle azioni concrete, sia di carattere operativo che tecnico ed addestrativo, messe in atto affinche’ vengano garantite nella massima sicurezza le operazioni di volo degli aeromobili interessati”.

Ritrovata la scatola nera

Sono state ritrovate le due scatole nere del velivolo precipitato. Lo ha reso noto la televisione di stato etiope. Si tratta del cockpit voice recorder, con le registrazioni audio in cabina di pilotaggio, e del digital flight data recorder, che registra i parametri di volo, sono state ritrovate. Lo ha confermato l’Ethiopian Airlines.Un funzionario della compagnia, però, parlando in condizioni di anonimato, ha spiegato che una è danneggiata. “Vedremo cosa ne possiamo ricavare”, ha detto.

Disastro aereo, Ethiopian Airlines lascia a terra i Boeing 737 max

Ethiopian Airlines ha deciso di fermare i Boeing 737 max dopo il disastro aereo che è costato la vita a 157 persone.

La Cina, l’Etiopia e l’Indonesia hanno ricevuto l’ordine di sospendere l’uso del Boeing 737 Max. L’Agenzia Ue per la sicurezza aerea prende tempo: è ancora presto per decidere. In Europa 12 compagnie in dieci Paesi differenti usano 55 modelli “incriminati”. Anche la Cayman Airways ha deciso di lasciare a terra temporaneamente i suoi due Boeing 737 Max 8. Il ceo del vettore caraibico Fabian Whorms ha spiegato che, anche se la causa del disastro non è ancora chiara, la sua compagnia ha comunque deciso questa misura cautelativa per “mettere la sicurezza dei nostri passeggeri e degli equipaggi al primo posto”. La Cayman Airways è la compagnia di bandiera delle Isole Cayman, territorio britannico d’oltremar

La Corea del Sud ha lanciato un’indagine “precauzionale” sui Boeing 737 Max 8: un team di 4 tecnici ha visitato la Eastar Jet, compagnia locale low cost, avviando accertamenti sul pilota automatico e altri sistemi del velivolo.

Sul volo Addis Abeba-Nairobi viaggiavano 149 passeggeri ed 8 membri dell’equipaggio, di 35 nazionalità. Cordoglio di Mattarella, che esprime riconoscenza per l’impegno professionale delle 8 vittime italiane: l’archeologo siciliano e assessore ai Beni Culturali Sebastiano Tusa oltre a funzionari e volontari.

Boeing 737 max, dubbi sulla sicurezza

Secondo il sito di monitoraggio dei voli flightradar24, la compagnia di bandiera etiopica dispone di quattro Boeing 737 max, oltre a quello precipitato domenica. Sono emersi quindi dubbi sulla sicurezza del Boeing 737 max, visto che già ad ottobre un altro aereo identico della Lion Air precipitò nel mare di Giava dodici minuti dopo il decollo da Jakarta uccidendo 189 persone.

Secondo la scatola nera dell’aereo, l’incidente era dovuto a guasti nel sistema automatico, qualcosa che si era stato ripetuto negli ultimi quattro voli e che la società affermava di aver risolto. L’ultimo incidente di Ethiopian Airlines risale al 25 gennaio 2010, quando un Boeing 737-800 cadde nel Mar Mediterraneo poco dopo l’inizio del viaggio da Beirut a Addis Abeba: morirono 90 persone.

Secondo la compagnia, il pilota del Boeing precipitato ieri aveva notificato alla torre di controllo dell’aeroporto della capitale etiopica che stava avendo “difficoltà” e aveva quindi ottenuto l’autorizzazione a rientrare nell’aeroporto. Alcuni istanti dopo, però, il segnale dell’aereo aveva smesso di comparire sui radar.

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