Il premier ha deciso di non fare un passo indietro dopo che Forza Italia, Sel, la Lega e i dissidenti Dem hanno abbandonato la Commissione Affari costituzionali alla Camera dei deputati lasciando soli i deputati del Partito Democratico
Sono Bersani, Bindi, Cuperlo, Lattuca, D'Attorre, Giorgis, Pollastrini, Agostini, Meloni e Fabbri. Per la minoranza è una regressione della democrazia, ma i renziani minimizzano
Ad annunciare la sostituzione dei parlamentari è stato Andrea De Giorgis. La decisione è conseguente alla scelta di non votare gli articoli della riforma elettorale
Slitta a lunedì 20 aprile la presentazione degli emendamenti al ddl; l'apertura del premier su possibili modifiche sull'elezione del Senato è apprezzata dall'opposizione interna al Partito democratico
L'opposizione interna si dice pronta a non votare il testo della riforma alla Camera. Sarebbero una settantina di parlamentari su 310
Nunzia De Girolamo conferma la sua posizione di contestazione alla linea del suo partito sulla legge elettorale
Adesso "l'Italia può ripartire" ha sottolineato il presidente del Consiglio. E anticipa: "Sulle intercettazioni il governo pronto a intervenire"
Civati, Fassina e Cuperlo hanno annunciato che non voteranno la riforma in Aula. Il premier ha bocciato le richieste di modificare il testo della nuova legge elettorale
"Riaprire al discussione", ha detto il premier, "sarebbe un errore madornale. Alla Camera, il Pd ce la fa da solo, al Senato occorrerà la coalizione"
Tra i papabili c'è Anna Finocchiaro che però potrebbe essere in lizza per la Corte costituzionale. A sorpresa si fa il nome anche della cronista della redazione di Palermo dell'Adnkronos
Scontro al vertice tra esponenti di spicco del partito democratico e il governo. Non si è fatta attendere la replica del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: "Una sciocchezza incredibile"
L'emendamento del senatore del Pd, Stefano Esposito, approvato in Aula, cancella la maggior parte delle proposte di modifica delle 47 mila presentate per la riforma del sistema di voto
Ventinove senatori Pd confermano il no alla proposta di riforma elettorale del presidente del Consiglio. Il ministro Boschi replica: "I numeri ci sono, andiamo tranquilli"
"L'impianto del Patto del Nazareno "è oggi più solido che mai, rafforzato dalla comune volontà di alzare al 40% la soglia dell'Italicum, e dall'introduzione delle preferenze dopo il capolista bloccato nei 100 collegi". È quanto si legge in una nota congiunta del Pd e Forza Italia
Grillo all'uscito dall'incontro con i suoi ha aggiunto: "Renzi forse ci crede ma è usato dai poteri forti. Vi ricordate di Scajola? Ecco, Renzi forse è inconsapevole. O forse è andato oltre la inconsapevolezza"
Quando si parla di riforme, Berlusconi non accetta intermediari e tratta direttamente con il premier Matteo Renzi. E' il senso dell'incontro a sorpresa di ieri sera a palazzo Chigi. Confronto durante il quale il leader di Forza Italia ha dovuto accettare lo slittamento dell'esame dell'Italicum
Dietro lo scontro sulle riforme fra Forza Italia e Renzi, c'è il tentativo degli orfani di Berlusconi di intavolare una campagna elettorale che recuperi i consensi che saranno perduti con la fuoriuscita di Berlusconi
L'ex cavaliere ha chiesto un colloquio al Colle e l'ha ottenuto. Intanto il ministro Boschi annuncia che l'Italicum si farà entro il 25 maggio
In direzione Pd, il segretario-premier Matteo Renzi lancia la sfida alla minoranza del partito: "Sono desideroso di vedere come il Pd collaborerà sul disegno di legge delega". E per le europee annuncia una nuova seduta della direzione per definire le candidature
Centosessanta voti a favore. Tanti ne ha ottenuto il ddl Delrio passato al Senato dopo che il governo aveva posto la fiducia sul provvedimento. A boicottare il testo era stato il gruppo dei Popolari per l'Italia costringendo Renzi a trattare sull'Italicum
Per 'salvare' l'impianto della legge elettorale appena approvata alla Camera, Matteo Renzi convoca tutti i parlamentari del Pd. La prossima settimana direzione allargata. Per non inciampare nel voto avverso di palazzo Madama
Il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, il giorno dopo l'approvazione dell'Italicum, blinda il testo. "Nessun maquillage al Senato se non con l'accordo fra Renzi e Berlusconi"