Renzi, l’irresistibile voglia di esserci sempre | L’incoscienza di Schumacher e la sanità in coma

di Satyricus

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Renzi, l’irresistibile voglia di esserci sempre | L’incoscienza di Schumacher e la sanità in coma

| domenica 06 Aprile 2014 - 01:40
Renzi, l’irresistibile voglia di esserci sempre | L’incoscienza di Schumacher e la sanità in coma

Matteo Renzi si prende troppo sul serio. Ha già invaso tutti i media nazionali, almeno due ore settimanali non le nega a nessuna testata televisiva. Gli restano ormai solo Masterchef junior e Tutto il calcio minuto per minuto, forse condurrà anche le previsioni del tempo. Eppure in settimana Renzi ha subito una mortificazione personale che non è riuscito a digerire: è arrivata in Italia la regina Elisabetta (voto 8 alla vitalità, 3 a quel completo lilla) che aveva in agenda l’incontro con Napolitano e il Papa. “E con me no?”, ha chiesto affranto al suo fido Delrio che ha dovuto spiegargli che quelli sono capi di Stato e lui, a malapena, è capo del Pd.

Renzi non si è perso d’animo. Prima ha riunito la segreteria del Pd per dichiarare guerra all’Inghilterra ma quelli gli hanno detto che non era il caso; poi ha convocato le Camere riunite per cambiare la Costituzione e assegnare al premier i poteri del Capo dello Stato ma quelli gli hanno detto che non era il caso; poi dopo un consulto col suo amico Silvio Berlusconi ha dichiarato alla stampa che si trattava di un complotto della magistratura. Alla fine Renzi (voto 7 per l’ostinazione) ha preso la sua utilitaria ed è andato personalmente in Vaticano a incontrare il Papa. Il pretesto? Appena due ore prima Bergoglio aveva raccontato a un gruppo di belgi che “una persona, due mesi prima, gli aveva dato del comunista senza considerare come l’amore per i poveri sia una delle basi del Vangelo”. Renzi gli ha risposto che nemmeno lui è comunista, che dirige l’ex Pci perché è l’unico partito dove è riuscito a infiltrarsi e che anche lui ama talmente i poveri che sta facendo di tutto affinché in Italia diventino tutti ancora più poveri. Più che una visita è sembrata una confessione.

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Milioni di appassionati di automobilismo aprono il cuore alla speranza: la notizia che aspettavano dopo una lunga serie di smentite e conferme è arrivata venerdì direttamente dalla portavoce. “Schumacher mostra segni di coscienza”. Sarebbe la prima volta, dopo 45 anni vissuti a 300 all’ora, sempre al limite del limite del limite. In realtà, purtroppo siamo ancora lontani dalla guarigione, il pilota tedesco è ancora in coma e sono passati più di tre mesi dal drammatico incidente sulla neve, tanto che qualche cinico ha sospettato che alle macchine di rianimazione non ci siano i luminari della medicina ma i meccanici del box Ferrari. Ironia a parte, auguri a Schumi (voto 10 alla carriera) che oltre a essere diventato un’icona dell’automobilismo è anche un uomo con moglie e figli che gli vogliono bene e che soffrono per lui.

Soprattutto gli auguriamo che a curarlo non siano i due medici di Villa Sofia, a Palermo, praticamente Stanlio e Ollio (voto 9), che hanno impiantato una protesi nella gamba sinistra a una signora di 76 anni che si era rotta il femore destro. Ma si può? I due (voto 2, uno per ciascuno) sono stati sospesi per due mesi e mi domando: tra due mesi, dunque, torneranno ad operare o verranno spostati al centralino?

Poi certo che il governatore del Veneto, Zaia (voto 4, faccia da primo della classe), si permette di fare ironia sulla sanità siciliana. Ma Zaia dovrebbe guardare in casa propria. Mercoledì è venuta fuori la notizia di un gruppo di secessionisti del Veneto (s.v.) che stava progettando azioni clamorose a piazza San Marco a bordo di un carrarmato artigianale. Visto il carrarmato, una specie di trattore elaborato col marmittino di una Vespa 125, la cosa più pericolosa che potevano fare era la caccia al piccione. I carabinieri hanno arrestato 24 persone, li metteranno in galera solo perché la sanità psichiatrica veneta evidentemente non funziona tanto bene.

Nemmeno la sanità americana deve essere in buona salute. A Los Angeles (voto 8), credendola morta per infarto, i medici (voto 1) hanno infilato una donna di 80 anni, ancora viva, nel box frigorifero dell’ospedale. Risultato: è morta di asfissia, come hanno accertato le perizie. Di sicuro non aveva la temperatura alta…

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